
Quando ricominciare ad allenarsi dopo il parto: la storia di Carlotta Volante
In breve: Carlotta Volante ha preso 23 chili in entrambe le gravidanze e ne ha persi 20 nei due mesi successivi al secondo parto. Ha ripreso ad allenarsi una settimana dopo il parto, evitando tutti gli esercizi per l’addome, e affiancando al Pilates Linfodrenante® il percorso dedicato alla diastasi. Ha due figlie, di cui una neonata che sta allattando. La sua frase chiave: non ha mai smesso di allenarsi, né dopo la prima gravidanza né dopo la seconda.
Piccola premessa, perché altrimenti diventiamo matte tutte e due: la protagonista di questa storia si chiama Carlotta come me. Lei è Carlotta Volante, io sono quella che scrive.
Detto questo, la sua storia è una delle più utili che abbia ricevuto, e riguarda la domanda che mi arriva più spesso in assoluto da chi ha appena partorito.
Quando posso ricominciare?
La risposta che si sente di solito è: aspetta. Aspetta i quaranta giorni, aspetta la visita, aspetta di sentirti pronta, aspetta che il bambino dorma, aspetta che passi la stanchezza.
E intanto passano mesi, il corpo si adatta a compensazioni sbagliate, e quando finalmente ricominci parti da molto più lontano di dove eri.
Carlotta Volante ha fatto una cosa diversa. Ha ripreso una settimana dopo il parto.
Ma il punto non è quando ha ripreso. È cosa ha ripreso a fare. Ed è tutta un’altra questione.
I numeri, e perché contano meno di quanto sembri
Partiamo dai fatti.
In entrambe le gravidanze ha preso 23 chili. Sono parole sue, con una parentesi che ho trovato divertente e onesta: “con tanto di sgridata della ginecologa, ma per me erano tutti liquidi.”
Nelle foto è a due mesi dal parto, e ha perso 20 chili in due mesi.
Ora, so benissimo che è il numero che ti ha portata fin qui. Ma la frase che secondo me vale di più nel suo messaggio è quella che viene subito dopo:
"E anche se il peso è relativo, l’energia e la carica che ti dà pilates linfodrenante e pilates post parto è pazzesca."
E poi questa, che è quella che mi ha fatto venire voglia di scrivere l’articolo:
“Con due figlie, di cui una neonata di due mesi che sto allattando, tutto questo è possibile.”
Con una neonata di due mesi. Allattando.
Non con una tata a tempo pieno, non con tre ore libere al giorno.
La cosa che ha fatto davvero la differenza: non si è mai fermata del tutto
Questa è la chiave di tutta la storia, e la scrive lei nella prima riga:
“Calcola che non ho mai smesso di allenarmi, né dopo la prima gravidanza né dopo la seconda.”
Ecco la sua cronologia, esatta.
- 2024: inizia il Pilates Linfodrenante® quando esce, con la figlia grande di 3 anni.
- Durante la seconda gravidanza: si ferma, per forti nausee. Non per pigrizia e non per scelta: il corpo le ha chiesto di fermarsi e lei lo ha ascoltato.
- Maggio 2025, una settimana dopo il parto: riprende. Evitando tutti gli esercizi che riguardano l’addome.
- Da lì in avanti: Pilates Linfodrenante® più il percorso dedicato alla diastasi.
Guarda bene questa sequenza, perché racconta una cosa che si dice pochissimo:
Il post parto non inizia dopo il parto. Inizia da come sei arrivata al parto.
Il corpo di Carlotta Volante arrivava da anni di lavoro sul respiro, sul pavimento pelvico e sui muscoli profondi. Quando ha ripreso, non stava costruendo da zero: stava riattivando qualcosa che c’era già.
Se sei incinta e stai leggendo, è questo il messaggio che voglio arrivi. Il momento per lavorare sul post parto è adesso.
Una settimana dopo il parto: cosa significa davvero
Adesso però mettiamo le cose in chiaro, perché “ha ripreso dopo una settimana” letto di fretta diventa un consiglio pericoloso.
Riprendere una settimana dopo il parto non significa tornare al percorso che facevi prima.
Significa fare quello che ha fatto lei: escludere completamente il lavoro sull’addome e ripartire da un’altra parte.
E l’altra parte è sempre la stessa, in questo ordine.
Primo: il respiro. Non un dettaglio, la base di tutto. Durante la gravidanza il diaframma viene progressivamente compresso e la respirazione si modifica. Se non la ricostruisci, tutto quello che ci metti sopra poggia su fondamenta storte. La respirazione deve tornare a 360 gradi, cioè davanti, di lato e dietro, non solo nella pancia.

Secondo: il pavimento pelvico. Che dopo un parto non ha bisogno di essere subito rinforzato, ma prima di tutto di tornare a coordinarsi con il respiro. Si allunga quando inspiri, risale quando espiri. Prima si ripristina quel dialogo, poi eventualmente si rinforza.

Terzo: la gestione della pressione intra-addominale. È il denominatore comune di diastasi, prolasso e problemi al pavimento pelvico. Se ogni volta che ti alzi dal letto, sollevi la carrozzina o tieni in braccio la neonata spingi la pressione verso il basso e in avanti, stai lavorando contro il tuo recupero decine di volte al giorno.

Solo dopo questi tre passaggi si torna a lavorare sull’addome. E quando si torna, non si torna con i crunch.
Perché ha evitato gli esercizi per l’addome
Carlotta Volante lo scrive tra parentesi, come una cosa ovvia. Non lo è, e merita una spiegazione.
Dopo il parto la linea alba, il tessuto connettivo che unisce i due lati del retto addominale, è stata stirata per nove mesi. In quasi tutte le donne c’è un certo grado di diastasi nei giorni successivi al parto: è fisiologico, e nella maggior parte dei casi si richiude da sola.
Il problema è cosa fai in quella finestra.
Se fai crunch, plank o sit up mentre quel tessuto è ancora lasso, spingi la pressione contro la parete addominale nel punto in cui è più debole. Il risultato è quello che si vede a occhio nudo: la pancia che si solleva a punta al centro durante lo sforzo, quello che si chiama doming.
Quel gesto, ripetuto, non chiude la diastasi. La mantiene aperta.
Ecco perché nel percorso Pilates Diastasi & Postpartum si lavora prima sul respiro e sui muscoli profondi, in particolare sul trasverso dell’addome, che funziona come un corsetto naturale, e solo dopo si aggiunge il resto.
E lo dico anche a chi ha partorito cinque anni fa: se la diastasi non si è chiusa allora, si può lavorarci adesso. Non c’è una scadenza.
Il carico mentale, che nessuno conta come lavoro
C’è un ultimo passaggio nel suo messaggio che voglio riportare, perché parla di una cosa di cui non si parla mai:
"L’alimentazione, per me avere già il calcolo di cosa comprare quando faccio la spesa è un enorme aiuto, mi aiuta ad alleggerire il carico mentale di cosa comprare e cucinare tutti i giorni."
Il carico mentale.
Non il tempo per allenarsi, non la fatica fisica. Il numero di decisioni che una madre deve prendere ogni singolo giorno.
Cosa compro. Cosa cucino. Cosa mangio io mentre allatto. È un lavoro invisibile che consuma energie esattamente come quello visibile, e che nel post parto arriva sopra a una privazione di sonno che nessun allenamento potrà mai compensare.
Togliere anche solo una di quelle decisioni, come avere già pronta la lista della spesa, non è un dettaglio di comodità. È una delle ragioni per cui un percorso si riesce a portare avanti invece di abbandonarlo dopo tre settimane.
Le 4 cose da imparare dalla storia di Carlotta Volante
Il post parto si prepara durante la gravidanza.
Chi arriva al parto con una respirazione funzionale e i muscoli profondi attivi riparte da un punto completamente diverso.
Fermarsi quando il corpo lo chiede non è un fallimento.
Lei si è fermata per le nausee. Poi ha ripreso. La continuità di un percorso si misura sugli anni, non sulle settimane.
Riprendere presto è possibile, ma cambiando completamente il contenuto.
Respiro, pavimento pelvico, pressione intra-addominale. L’addome viene dopo, e mai con i crunch.
Ridurre il carico mentale conta quanto l’allenamento.
Sapere già cosa comprare e cosa cucinare è ciò che rende un percorso sostenibile con una neonata in casa.
E una precisazione che vale per tutte: ogni parto è diverso e può avere complicanze diverse. Prima di ricominciare, il via libera del tuo ginecologo viene sempre per primo.
Da dove iniziare, in base a dove sei
- Se sei incinta: il percorso è Pilates Linfodrenante® Gravidanza, che si adatta settimana per settimana ai cambiamenti del corpo. È il modo migliore per arrivare al parto preparata.
- Se hai partorito da poco: Pilates Diastasi & Postpartum, sei settimane che partono dal respiro e ricostruiscono nell’ordine giusto.
- Se hai partorito anni fa ma hai ancora diastasi, pancia che sporge o problemi al pavimento pelvico: lo stesso percorso. Non è pensato solo per il post parto recente.
- Quando sei pronta per il passo successivo: il Pilates Linfodrenante® completo, per tonificare, drenare e sgonfiare.
Domande frequenti
Quando si può ricominciare ad allenarsi dopo il parto?
Dipende dal tipo di parto, da eventuali complicanze e dal via libera del ginecologo, che viene sempre per primo. Detto questo, il lavoro su respirazione, pavimento pelvico e gestione della pressione intra-addominale può iniziare molto prima di quanto si pensi, ed è esattamente quello che ha fatto Carlotta Volante ripartendo una settimana dopo il parto. Quello che non va ripreso presto è il lavoro sull’addome, che richiede tempi diversi e un ordine preciso.
Quali esercizi evitare dopo il parto?
Nell’immediato post parto vanno evitati crunch, sit up, plank e tutti gli esercizi che spingono la pressione contro la parete addominale mentre la linea alba è ancora lassa. Il segnale da osservare è il doming, cioè la pancia che si solleva a punta al centro durante lo sforzo: se lo vedi, quell’esercizio in quel momento non è adatto a te. Vanno evitati anche i salti e la corsa nelle prime settimane, per non caricare il pavimento pelvico.
Come si riduce la pancia dopo il parto?
Lavorando sui muscoli profondi, in particolare sul trasverso dell’addome, che funziona come un corsetto naturale e si attiva con il respiro. Il percorso corretto parte dalla respirazione a 360 gradi, prosegue con la coordinazione tra diaframma e pavimento pelvico, e solo dopo introduce il lavoro addominale vero e proprio. Aggiungere il drenaggio linfatico aiuta sulla componente di ritenzione, che nel post parto è spesso importante.
Si può allenare con la diastasi addominale?
Sì, e anzi l’allenamento adeguato è lo strumento principale per migliorarla. Quello che va evitato è l’allenamento sbagliato: gli esercizi che aumentano la pressione contro la parete addominale mantengono la diastasi aperta invece di chiuderla. Il percorso Pilates Diastasi & Postpartum è costruito esattamente su questa distinzione, e funziona anche se hai partorito diversi anni fa.
Si può dimagrire mentre si allatta?
Sì, e Carlotta Volante ha perso 20 chili nei due mesi successivi al parto mentre allattava una neonata. L’allattamento comporta un fabbisogno energetico maggiore, quindi non è il momento per restrizioni caloriche importanti: serve mangiare a sufficienza e con qualità. Il movimento a basso impatto come il Pilates Linfodrenante® è perfetto in questa fase, perché lavora sul drenaggio e sul tono senza aggiungere stress a un corpo già sotto sforzo.
Quanto tempo serve per tornare in forma dopo il parto?
Non esiste una risposta valida per tutte, perché dipende dal tipo di parto, da quanto ti sei allenata durante la gravidanza e dal recupero individuale. Quello che si può dire è che una parte importante di quello che si vede nelle prime settimane è liquido in eccesso, che risponde molto rapidamente al movimento e al drenaggio. Il recupero della funzionalità profonda, invece, richiede mesi e va fatto nell’ordine giusto, senza saltare passaggi.
Se hai appena partorito o sei incinta, la cosa più utile che puoi fare è ricostruire nell’ordine giusto. La prova gratuita del Pilates Linfodrenante® dura 7 giorni e include il percorso Diastasi & Postpartum.



