
Allenamento in gravidanza: i 4 segnali del corpo da non ignorare (e cosa cambia con il Pilates Linfodrenante®)
Non ho mai partorito.
E a dire il vero, se ci penso, mi fa un po' paura.
Vorrei dei figli, certo. Ma non so se sono ancora pronta. O se lo sarò mai.
Ma questo è un discorso a parte.
Oggi voglio parlarti dell'allenamento in gravidanza.
Prima di creare il Percorso Pilates Linfodrenante® Gravidanza ho fatto due corsi specifici negli Stati Uniti e ho studiato a lungo la fisiologia femminile e come il corpo cambia in questo periodo speciale.
Al momento Pilates Linfodrenante Gravidanza® ha accompagnato più di 6.500 donne dal primo trimestre fino al parto.
In questo articolo voglio raccontarti:
Come cambia il tuo corpo in gravidanza
Partiamo dalle basi e da un po' di fisiologia.
Durante la gravidanza, il corpo della donna cambia profondamente. E no, non sto parlando della pancia o del gonfiore generalizzato.
La parete addominale si allunga in modo importante
Gli addominali sono 4 muscoli, di cui il più profondo è il trasverso addominale e il più superficiale è il retto. Il retto è quello che conferisce l'aspetto "a tartaruga".
Durante la gravidanza, il bambino cresce e il retto addominale si allunga per far spazio. Considera che si allunga di circa metà della sua lunghezza totale! Non è pazzesco?
Più si va avanti con i mesi, più il bambino cresce, più il retto addominale si allunga e non riesce più ad attivarsi come prima. Diventa più debole (ed è assolutamente normale).

Al termine del parto, il 100% delle donne ha una diastasi.
Non credere a chi ti vende allenamenti per "non avere la diastasi in gravidanza". In gravidanza la diastasi è semplicemente fisiologica. L'obiettivo non è prevenirla (in quanto impossibile), ma limitare lo stress sulla linea alba per facilitarne la guarigione postparto.
Ti riporto due studi:
- Mota et al. (2015): il 100% delle donne ha una diastasi recti alla data prevista del parto e il 39% ce l'ha a 6 mesi postparto
- Sperstad et al. (2016): il 60% delle donne ha la diastasi a 6 settimane postparto
Le costole si allargano e la postura cambia
Quando la pancia cresce, il corpo deve creare spazio.
Uno dei modi in cui lo fa, è allargando e sollevando la gabbia toracica. Le costole sono più "larghe": ecco perché dopo aver partorito potresti avere una circonferenza della vita maggiore rispetto a prima.
Il diaframma (il muscolo della respirazione che si trova sotto alle costole) ha un movimento limitato perché il bambino spinge verso l'alto. Respirare a 360 gradi (come si dovrebbe fare, lo vediamo dopo nell'articolo) diventa difficile.

Ma non solo.
Il peso davanti aumenta (per via del bambino) e per far sì che tu stia in piedi, il corpo deve in qualche modo compensare. Aumenta la curva lombare (si va in quella che viene definita postura in "sway back") e la testa viene proiettata in avanti.
Gli ormoni rilassano i legamenti
Il nostro corpo è magico.
Durante il parto il collo dell'utero si dilata fino a 10 cm. E per preparare il bacino al parto, il corpo rilascia degli ormoni che rilassano i legamenti.
Ma questo significa anche che la stabilità non può più venire dai legamenti come prima. Deve venire dai muscoli.
E se i muscoli non sono pronti, è un problema. Da qui il dolore al pube, alla sacroiliaca, alla bassa schiena.

La verità
Durante la gravidanza non sei fragile. Anzi, è forse il momento della vita in cui sei più forte se consideri cosa sta facendo il tuo corpo.
Ma il tuo corpo è cambiato e di conseguenza molte cose che facevi prima non le puoi più fare allo stesso modo (o rischi di farti male). Alcuni sono banali, ad esempio alzarti dal letto, altre un pochino più complesse, come ad esempio l'allenamento.
Ma c'è una soluzione a tutto, basta conoscerla.
4 segnali a cui prestare attenzione
Spesso mi chiedete "ma che esercizi devo evitare in gravidanza?". La realtà è che non c'è una lista esaustiva.
Dipende dal tuo corpo.
Ci sono però 4 segnali a cui dovresti fare attenzione.
Doming sulla linea alba
Il doming è la "pancia a pan bauletto". Ne ho parlato in questo reel e anche in questo.
Il doming non è esclusivo della gravidanza: la maggior parte delle persone ne è affetta, senza nemmeno saperlo. Significa che c'è uno squilibrio tra i muscoli addominali: i muscoli profondi come il trasverso addominale sono troppo deboli rispetto ai muscoli superficiali (e in particolare il retto addominale). Significa che non gestisci correttamente la pressione intra-addominale.

In poche parole: ogni volta che fai un esercizio per gli addominali, la pressione interna del tuo corpo aumenta e non la stai gestendo bene.
Normalmente il doming non porta problemi, ma in gravidanza può diventare un problema. Perché?
- la pressione intra-addominale è già cambiata
- il retto addominale è allungato e indebolito
- la respirazione è compromessa
L'obiettivo in gravidanza è ridurre il doming il più possibile.
Teoricamente sarebbe meglio iniziare a lavorarci prima di restare incinta, ma purtroppo non è la realtà per la maggior parte delle persone.
Attenzione: il doming non compare solo durante l'esercizio fisico. Paradossalmente l'allenamento è il momento più sicuro perché sei proprio attenta a quello. Il doming (considerato come stress della linea alba) dovrebbe essere evitato anche durante i movimenti della vita quotidiana: quando provi ad alzarti dal letto stando dritta, quando ti tiri su dal divano, quando porti i sacchi della spesa, quando sollevi qualcosa di pesante da terra.
Quali sono i rischi in caso di doming?
- Problemi al pavimento pelvico
- Difficoltà a guarire la diastasi post-parto
Nessun rischio per il bambino, è più una questione di recupero post-parto.
Pesantezza o pressione al pube
Se durante un esercizio senti pesantezza, gonfiore, o come se qualcosa stesse spingendo verso il basso, sarebbe meglio interrompere l'esercizio.
Perché? Perché stai mettendo troppa pressione sul tuo pavimento pelvico.
E questo può portarti problemi nel post-parto (ad esempio prolasso).

Bearing down
"Bearing down": un termine a cui non so trovare una traduzione. Letteralmente significa "spingere verso il basso per generare forza".
Ti faccio un esempio che è più chiaro di mille parole: immagina quando devi andare in bagno per il numero 2, ma hai qualche difficoltà e spingi.
Ecco. Quello è il bearing down.
Ed è esattamente quello che devi evitare in gravidanza. Aumenta il rischio di prolasso, di ernia ombelicale, di peggioramento della diastasi.
Se ti stai chiedendo come andare in bagno in questi mesi, leggi il prossimo paragrafo che te lo spiego.

Perdite di urina
Se durante un esercizio, quando starnutisci o quando ridi, ti scappano delle gocce di pipì, è un segnale del tuo corpo.
Non è un "è normale in gravidanza, è il bambino che preme". È il tuo pavimento pelvico che ti sta dicendo che quel movimento, in quel modo, in quel momento, è troppo.
Magari il pavimento pelvico è troppo contratto o troppo debole, ma sicuramente c'è qualcosa su cui lavorare (e ti consiglio di rivolgerti a una fisioterapista specializzata in pavimento pelvico).

Cosa fare se appare uno di questi 4 segnali
La soluzione è molto semplice: modificare l'esercizio o il movimento.
Non smettere di allenarsi. Nessuno di questi segnali è grave per la salute tua o del bambino, ma devi trovare un movimento adatto al tuo corpo in questo momento.
Le alternative sono:
- rendere l'esercizio più semplice
- ridurre la leva
- ridurre il carico
- cambiare posizione
Se segui il mio Percorso Pilates Linfodrenante® Gravidanza ti rendi conto che le sostituzioni sono all'ordine del giorno; cerco sempre di scegliere esercizi che non causano generalmente problemi, dico a cosa prestare attenzione "live" in modo che non te lo dimentichi (quante volte hai sentito "la pancia non protrude verso l'esterno"? 🤣) e ti indico le modifiche necessarie.
Un esempio facile facile? Plank con le ginocchia a terra al posto che con le gambe distese.
Il principio è sempre lo stesso: trova la versione di quel movimento dove i tre segnali non appaiono.
Movimenti da evitare e come sostituirli
Movimenti che richiedono uno sforzo eccessivo
Quando leggerai i movimenti ti metterai a ridere perché penserai che molti di questi movimenti… non comportano affatto uno sforzo eccessivo.
Mi spiace contraddirti, ma non è così. Il tuo corpo in gravidanza è un corpo diverso. Le strategie che usavi prima, i movimenti che facevi senza pensarci, vanno aggiornati.
Non perché sei fragile, ma perché sei diversa. E devi rispettarlo per facilitare il recupero post-parto.
Ecco 3 movimenti da evitare:
Sollevarti dal letto e tirarti su dal divano a pancia in su, "dritta"
Quando sei in gravidanza, soprattutto nel secondo e terzo trimestre, e nei primi mesi post-parto è meglio se per sollevarti dal letto o dal divano:
- ti ruoti su un fianco
- appoggi la mano superiore davanti al tuo petto
- ti dai una spinta distendendo il braccio
- ti metti seduta
In questo modo non sforzi gli addominali (che come abbiamo visto sono indeboliti) e non peggiori la diastasi.

Sollevare oggetti pesanti con posture sbagliate
Ti faccio un esempio pratico: sei seduta in macchina sul sedile davanti e ti "sporgi" per prendere qualcosa di pesante dal sedile dietro. Non stai gestendo la pressione intra-addominale correttamente. Dovresti parcheggiare, aprire la porta dietro e prendere il pacco pesante.
Evita ogni tipo di sforzo in posizioni "sbagliate".
Devi raccogliere qualcosa a terra? Mettiti con i piedi paralleli e larghi quanto il bacino (o leggermente più larghi), controlla di non arrotondare la schiena, porta il bacino indietro e solleva l'oggetto pesante.

Sforzo durante la defecazione
La gravidanza spesso porta stitichezza. La stitichezza porta a spingere durante l'evacuazione. E spingere durante l'evacuazione è una delle cause principali di prolasso degli organi pelvici.
Cosa fare:
- usa uno sgabello sotto i piedi così la posizione diventa più anatomica
- cerca di inspirare profondamente quando vai in bagno (non espirare e spingere)
- se proprio devi spingere, tieni la bocca leggermente aperta ed emetti un suono tipo "haaaaaa", come se dovessi appannare un vetro

Esercizi che caricano la parte anteriore del corpo
Soprattutto a partire dal secondo trimestre, sarebbe meglio evitare esercizi che caricano molto la parte anteriore del corpo contro gravità, come per esempio plank e push up.
Puoi comunque eseguirli con le ginocchia a terra o in quadrupedia (ancora più semplice).
Esercizi e posizioni a pancia in su (in posizione supina)
Nella seconda parte della gravidanza (generalmente si considera dopo la 20esima settimana, ma ogni caso è a sé), sarebbe meglio evitare di stare a lungo a pancia in su.
Questo vale sia negli esercizi (meglio avere la schiena sempre leggermente inclinata) che nelle posizioni quotidiane (ad esempio evita di stare coricata a letto o sul divano per diverso tempo a pancia in su). Il rischio è quello di comprimere la vena cava riducendo il flusso di sangue verso la placenta e quindi l'ossigeno e i nutrienti che arrivano al bambino.
Nel mio percorso Pilates Linfodrenante® Gravidanza ho deciso di evitare tutti gli esercizi supini a partire dall'inizio del secondo trimestre in modo da essere "sicura". Tutti gli esercizi vengono eseguiti sugli avambracci o con la Birth ball (la palla gigante) in modo da avere sempre un supporto.
5 benefici del Pilates Linfodrenante® in gravidanza
Rafforza i muscoli che useranno parto e post-parto
I muscoli più importanti durante la gravidanza (e nel post-parto) sono i muscoli profondi addominali e in generale del core. In particolare: il trasverso dell'addome (il muscolo più profondo tra gli addominali), i muscoli obliqui (interni ed esterni), il pavimento pelvico, il diaframma, i glutei e gli extrarotatori dell'anca e il multifido.
Lo so, tanti nomi strani, ma non devi saperli tutti per "fare le cose bene".
Immaginali semplicemente come i muscoli che sostengono la colonna vertebrale, tengono il bacino in posizione e proteggono gli organi.
Ecco cosa fanno, uno a uno:
- Un trasverso forte ti aiuta a sostenere il peso del bambino senza sovraccaricare la zona lombare. È come un corsetto interno che avvolge tutto l'addome.
- Gli obliqui ti aiutano a stabilizzare il bacino, a ruotare il busto e a distribuire la pressione interna in modo bilanciato, evitando che vada tutta a finire sulla linea mediana (e quindi sulla diastasi).
- Il diaframma è il muscolo della respirazione. Lavora insieme al pavimento pelvico. Insieme controllano la pressione dentro l'addome. Quando il diaframma si muove bene, anche il pavimento pelvico lavora bene.
- Un pavimento pelvico forte ma capace di rilassarsi è fondamentale. La forza ti serve nel post-parto, per evitare incontinenza urinaria e prolasso. Ma per il travaglio quello che conta di più è la capacità di rilasciamento: il pavimento pelvico deve sapersi aprire e lasciar passare il bambino. Non basta che sia tonico, deve anche sapersi rilassare.
- I glutei sono spesso dimenticati, ma sono importantissimi. Quando i glutei non lavorano bene, altri muscoli (come i rotatori profondi dell'anca) compensano e questo aumenta la tensione del pavimento pelvico. Glutei forti significa meno carico sul pavimento pelvico e meno dolore al bacino.
- Il multifido stabilizza la colonna vertebrale e riduce i dolori posturali, soprattutto alla zona lombare (che come abbiamo visto in gravidanza viene compressa).
E poi c'è la respirazione. Una respirazione a 360 gradi (in cui espandi non solo la pancia, ma anche fianchi e schiena) ti aiuterà a recuperare la diastasi più in fretta nel post-parto e a migliorare la postura durante tutta la gravidanza.
Nel Pilates Linfodrenante® Gravidanza lavoriamo su ciascuno di questi muscoli in modo specifico e mirato. Le prime due sessioni settimanali sono più di tonificazione generale, mentre la terza è specifica per la postura, la respirazione e il rilascio del pavimento pelvico.
Guarda cosa ha detto questa ragazza.
Riduce dolori e gonfiore
In gravidanza il corpo trattiene molti più liquidi del solito. Il volume sanguigno aumenta, il progesterone sale, il sistema linfatico è più 'lento'.
Questo si traduce in:
- Gambe gonfie e caviglie gonfie (soprattutto al secondo e terzo trimestre)
- Pesantezza generale alla sera
- Mani gonfie (hai presente gli anelli che fanno difficoltà a uscire?)
- Viso gonfio al mattino
Il Pilates Linfodrenante® lavora attivamente sul drenaggio attraverso l'apertura delle stazioni linfatiche (i Big Six), esercizi di inversione (modificati per la gravidanza), respirazione diaframmatica e movimenti delle gambe specifici per il ritorno venoso e linfatico (evitando invece di creare infiammazione).
Se vuoi capire più nel dettaglio come funziona il drenaggio linfatico, ho scritto "Drenaggio linfatico fai da te: i 6 punti da attivare ogni mattina in 2 minuti". In gravidanza, le tecniche sono adattate ma il principio è lo stesso.
Prepara mentalmente al parto
Ogni settimana inizia con una sessione di meditazione con esercizi di respirazione e affermazioni positive per prepararsi mentalmente al parto.
Frasi come:
- Tutto andrà bene
- Sono una donna coraggiosa
- Ho completa fiducia in me stessa
- Il mio corpo sa cosa fare
- Abbraccio i cambiamenti del mio corpo
Ti aiutano a prepararti mentalmente e fisicamente al parto. Ad avere fiducia in te e nel tuo corpo e nella mamma che sarai.
E le tecniche di respirazione le puoi utilizzare in sala parto per rilassarti.
Migliora la mobilità, insegna a coordinare la respirazione con i movimenti e a lasciar andare il pavimento pelvico
Lavorando sulla mobilità, aiuta anche con i dolori tipici della gravidanza: mal di schiena lombare (soprattutto dal secondo trimestre), cervicale che peggiora con il cambio di postura, dolori alle anche e al bacino, sciatica.
Le tecniche di respirazione del Pilates Linfodrenante® diventano un alleato durante il travaglio.
Imparare a coordinare il respiro con il movimento, a respirare profondamente in fase di contrazione, a rilassare il pavimento pelvico al momento giusto, sono tutte cose che si allenano sessione dopo sessione durante la gravidanza e che troverai molto utili al momento del parto.
Benefici anche per il bambino
L'attività fisica regolare durante la gravidanza, secondo le linee guida ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists), è associata a:
- minore rischio di diabete gestazionale
- migliore gestione del peso materno
- riduzione del rischio di parto pretermine
Inoltre, le mamme che si sono allenate riferiscono spesso umore migliore, sonno migliore, meno ansia.
E ovviamente tutto questo ha un impatto positivo anche sul bambino, sia in gravidanza che nei primi mesi di vita.
Quando consultare il ginecologo prima di iniziare
Voglio essere chiara su questo: prima di iniziare qualsiasi programma di allenamento in gravidanza, parla con il tuo ginecologo. Anche se l'allenamento ti sembra "leggero" e se, come il Pilates Linfodrenante® Gravidanza, è stato studiato appositamente per questa fase della vita della donna. Ogni gravidanza è a sé e solo il tuo medico ti può dare il via libera all'attività fisica.
Fai particolarmente attenzione in caso di:
- Gravidanza a rischio (minaccia d'aborto, distacco di placenta, placenta previa, ecc.)
- Patologie pre-esistenti (diabete, ipertensione, problemi cardiaci, malattie autoimmuni)
- Aborti spontanei ricorrenti
- Gravidanza gemellare o multipla
- Diabete gestazionale o pre-eclampsia
- Sanguinamenti durante la gravidanza
- Anemia severa
E in ogni caso, se durante le sessioni avverti uno qualsiasi di questi sintomi, interrompi immediatamente e contatta il medico:
- Dolore addominale o pelvico
- Perdite di sangue
- Perdita di liquido amniotico
- Contrazioni regolari
- Capogiri, mancanza di respiro intensa
- Mal di testa forte
Come funziona il Percorso Pilates Linfodrenante® Gravidanza
Pilates Linfodrenante® Gravidanza prevede 3 sessioni a settimana, di cui 2 da 30 minuti e una da 15-20 minuti di mobilità e respirazione. È strutturato in modo da accompagnarti settimana dopo settimana, adattando il carico di lavoro e gli esercizi alla settimana in cui ti trovi. Niente è lasciato al caso.
Durante le sessioni assicurati di bere a sufficienza e di allenarti in una stanza fresca.
Cosa include:
- Sessioni adattate a ogni trimestre
- Lavoro specifico su pavimento pelvico, addominali profondi, postura
- Drenaggio linfatico per ridurre gonfiore e ritenzione
- Tecniche di respirazione per la preparazione al parto
Dal lancio a oggi, oltre 6.500 donne hanno seguito il percorso con successo.

Domande frequenti
Posso iniziare il Pilates Linfodrenante® Gravidanza anche se non ho mai fatto Pilates prima?
Sì. Il percorso è strutturato per essere accessibile anche a chi non ha mai fatto Pilates.
Posso continuare il percorso fino al giorno del parto?
La maggior parte delle donne continua fino a 38-40 settimane (con sessioni sempre più dolci).
lcune ginecologhe sconsigliano l'attività intensa nelle ultimissime settimane. Parlane con la tua.
Il percorso prevede sessioni adattate fino a +40 settimane.
Posso iniziare nel primo trimestre o devo aspettare il secondo?
Puoi iniziare nel primo trimestre se hai una gravidanza fisiologica e il via libera del medico.
Le sessioni del primo trimestre sono pensate apposta per essere dolci e ridurre nausea/stanchezza.
E dopo il parto?
Sull'app trovi il percorso Pilates Diastasi e Post-parto, pensato per il recupero dopo il parto. Si inizia con il via libera del ginecologo che generalmente viene dato durante la visita dei 40 giorni.
Cosa devo evitare in gravidanza?
- Sport ad alto impatto (corsa, salti, sport di contatto)
- Allenamenti che richiedono di stare a lungo supina (soprattutto dopo la 20esima settimana)
- Sollevamento di pesi importanti senza supervisione
Nessuna di queste attività fa parte di Pilates Linfodrenante® Gravidanza.
A cosa devo fare attenzione?
Durante le sessioni assicurati di bere a sufficienza e di allenarti in una stanza fresca.
Come capisco se è troppo per me?
La regola d'oro per l'allenamento in gravidanza è il 'talk test': devi essere in grado di formulare frasi complete durante ciascun esercizio.
Se senti che ti manca il respiro o non riesci a parlare, l'intensità è troppo alta e ti consiglio di fermarti.
In gravidanza l'obiettivo non è mai sforzarsi, ma è fare movimento di qualità che prepara il corpo al parto e al post-parto, evitando gonfiore e fastidi tipici della gravidanza.
Se un giorno sto male, posso saltare la sessione?
Certo! In gravidanza, ancora di più che quando non sei incinta, ascoltare il proprio corpo è fondamentale.
Non succede nulla se salti una (o più) sessioni.
In sintesi
Allenarsi in gravidanza fa bene a te, al bambino, alla preparazione del parto. Ma deve essere fatto con un approccio specifico, non con una routine 'qualsiasi' adattata al volo.
Il Pilates Linfodrenante® Gravidanza unisce i benefici del Pilates classico (forza, postura, respirazione) al drenaggio linfatico, che diventa particolarmente importante quando il corpo gestisce il 50% di liquidi in più del normale.
Ma ricorda di avere sempre come priorità assoluta il via libera del tuo ginecologo e l'ascolto del tuo corpo.




