
Da 104 a 61 kg senza pelle in eccesso: la storia di Valentina
In breve: Valentina è partita da 104 kg allenandosi con Carlotta e seguendo un’alimentazione bilanciata, ed è arrivata a 61 kg. La sua paura più grande era la pelle in eccesso, che non si è presentata: lo attribuisce agli allenamenti e a una perdita graduale, i due fattori che davvero fanno la differenza. Il confronto più interessante però è un altro: a un peso praticamente identico, quando faceva solo pesistica il suo corpo aveva una forma completamente diversa da quella che ha oggi facendo solo Pilates. È ricomposizione corporea, e la bilancia non la vede.
Il messaggio di Valentina inizia con una scusa.
“La foto è di oggi, in preciclo, quindi abbastanza gonfia.”
Quarantatré chili persi, e la prima cosa che sente il bisogno di dirmi è che quel giorno era gonfia.
Se ti riconosci in questo, benvenuta: siamo in tantissime.
Ma non è per questo che ho scelto di raccontare la sua storia. L’ho scelta perché contiene due cose che quasi nessuno spiega, e che secondo me valgono più dei quarantatré chili.
La prima riguarda la pelle in eccesso.
La seconda riguarda una fotografia in cui Valentina pesa quasi esattamente quanto oggi, e ha un corpo completamente diverso.
Da 104 kg: cosa ha fatto davvero
Valentina è partita da 104 chili.
Da lì ha fatto due cose insieme: ha iniziato ad allenarsi con me e ha seguito un’alimentazione bilanciata. Non una dieta lampo, non un protocollo estremo. Un percorso portato avanti nel tempo, con costanza.
Poi, lungo la strada, ha aggiunto il Pilates. All’inizio una volta a settimana. Sono parole sue: “questo mi ha aiutata tantissimo.”
Oggi pesa 61 chili. E oggi si allena solo con il Pilates.
La paura della pelle in eccesso
Questa è la parte che secondo me serve di più a chi sta leggendo.
Sono parole sue:
“La mia paura più grande nel perdere tanto peso era il dover lottare con la pelle in eccesso, ma questo non è accaduto grazie ai tuoi allenamenti e a una perdita controllata.”
Chiunque abbia davanti un dimagrimento importante ha esattamente questo pensiero. È la paura che blocca sul nascere molti percorsi: dimagrisco, e poi?
Allora vediamo cosa determina davvero l’elasticità della pelle dopo una perdita di peso, perché è meno misterioso di quanto sembri.
La velocità della perdita.
Quando dimagrisci molto in fretta, la pelle non ha il tempo di adattarsi. Il tessuto connettivo si ritira lentamente e ha bisogno di mesi, non di settimane. Una perdita graduale gli dà quel tempo. Valentina ha fatto un percorso lungo, e questo ha giocato a suo favore.
Cosa c’è sotto la pelle.
La pelle appoggia su quello che c’è sotto. Se, mentre perdi grasso, perdi anche massa muscolare, sotto rimane meno volume e la pelle ha più spazio vuoto da coprire. Se invece mantieni o costruisci muscolo, quel volume resta. È il motivo per cui allenarsi durante un dimagrimento non serve solo a bruciare di più: serve a decidere che forma avrà il corpo alla fine. Valentina si è allenata per tutta la durata del percorso, ed è la ragione che indica lei stessa.
L’età, la genetica e da quanto tempo la pelle è distesa.
Su questi fattori non si può intervenire. Sono la ragione per cui, a parità di percorso, due donne possono avere esiti diversi.
Quello che si può fare è mettersi nelle condizioni migliori: perdere peso gradualmente e allenarsi per tutto il tempo. È esattamente quello che ha fatto Valentina.
Il confronto che non ti aspetti
E ora arriviamo alla parte che mi ha fatto fermare a rileggere il messaggio.
Valentina mi ha mandato una seconda foto, di agosto 2023.
In quella foto pesa due chili in meno di oggi.
Due chili in meno. Praticamente lo stesso numero sulla bilancia.
All’epoca faceva solo pesistica, e aveva appena iniziato a fare qualcosa di Pilates. Oggi fa solo Pilates.

Le sue parole guardando le due immagini: “non posso credere ai miei occhi.”
E aggiunge una cosa che non c’entra con l’estetica ma che secondo me è il vero risultato: si sente decisamente meno stressata mentalmente.
Ecco, questo è il punto di tutto l’articolo.
Stesso peso. Corpo completamente diverso.
Se avessi guardato solo la bilancia, in quei due anni non sarebbe successo niente. Anzi, sarebbe andata peggio: due chili in più.
Questa si chiama ricomposizione corporea, ed è la cosa che la bilancia non sa misurare.
Il tuo peso è la somma di muscolo, grasso, ossa, organi e liquidi. Se sostituisci un chilo di grasso con un chilo di muscolo, il numero non cambia. Ma il muscolo occupa molto meno spazio a parità di peso, ha una forma diversa, sostiene il corpo in un altro modo. E il risultato allo specchio è irriconoscibile.
Aggiungici la componente linfatica: se il tuo corpo trattiene meno liquidi, la forma cambia ancora, e anche questo la bilancia lo legge male.
Pilates o pesi?
A questo punto la domanda arriva da sola, e me la fate spessissimo.
La frase di Valentina è tagliente: “altro che chi dice che bisogna sollevare carichi mostruosi per avere dei glutei alti e tondi.”
Voglio però darti una risposta onesta, non una risposta da parte in causa.
I pesi non sono il nemico. Il lavoro con i carichi costruisce massa muscolare in modo molto efficace, ed è uno strumento serio. Chi si allena con i pesi e sta bene, non ha nessun motivo per smettere.
Il punto è un altro: non esiste un solo modo di costruire muscolo, e non tutti i modi hanno lo stesso effetto sul corpo femminile.

Il Pilates Linfodrenante® costruisce forza con il peso del corpo, con resistenze isometriche e contrazioni lente e controllate. Lavora molto sui muscoli profondi, quelli che non vedi allo specchio ma che decidono la tua postura: il trasverso dell’addome, il medio gluteo, il pavimento pelvico, gli stabilizzatori della scapola.
E questo produce tre effetti che con i carichi pesanti non ottieni allo stesso modo.
Cambia la postura, quindi cambia la forma.
Un bacino allineato e una gabbia toracica al posto giusto modificano il profilo del corpo prima ancora che cambi la composizione. Ne ho parlato in modo approfondito nell’articolo sulla postura.
Non infiamma.
I carichi molto pesanti, l’alta intensità e il rialzo importante della temperatura corporea generano infiammazione acuta. Per molte donne va benissimo. Per chi ha ritenzione, gonfiore o infiammazione cronica di base, è una variabile che pesa.
Abbassa il cortisolo invece di alzarlo.
La respirazione profonda e il movimento controllato attivano il sistema parasimpatico. Non è un dettaglio da wellness: il cortisolo cronicamente alto favorisce ritenzione idrica e accumulo. E non è un caso che Valentina, passando ai soli allenamenti di Pilates, abbia notato prima di tutto di sentirsi meno stressata.
Il lavoro che Valentina sta continuando a fare
Il suo corpo ha già fatto, con le sue parole, “un glow up pazzesco”, e continua a cambiare: “mi sto definendo sempre di più.”
E c’è una parte su cui sta ancora lavorando, che mi ha raccontato con la stessa naturalezza:
“Ho ancora tanto lavoro da fare per raggiungere i miei obiettivi, soprattutto a livello di cellulite con cui lotto da sempre.”
Trovo che sia il punto più prezioso di tutto il suo messaggio, perché racconta come funziona davvero un percorso.
La cellulite è la cosa che risponde più lentamente, e c’è un motivo. Non è grasso in eccesso: è una condizione che coinvolge microcircolo, sistema linfatico e tessuto connettivo. Ecco perché non si risolve con la bilancia, e perché il drenaggio linfatico è la leva che funziona meglio su di lei. Ma è anche un lavoro che si costruisce nei mesi, con la costanza, esattamente come quello che Valentina sta facendo adesso.

Nessun percorso finisce quando raggiungi il primo obiettivo. Semplicemente cambia quello su cui stai lavorando.
E la frase con cui Valentina chiude è la parte migliore di tutte: “sono soddisfatta di me stessa e so che potrò farcela piano piano.”
Piano piano. Non entro l’estate.
Le 4 cose da imparare dalla storia di Valentina
La bilancia misura una cosa sola, e non è quella che ti interessa.
A parità di peso, il corpo di Valentina è cambiato radicalmente. Se il tuo unico strumento di misura è il numero, ti stai perdendo esattamente il progresso che stai facendo.
Allenarsi durante un dimagrimento non serve a bruciare di più, serve a decidere la forma finale.
Il muscolo che mantieni mentre perdi grasso è quello che sostiene la pelle e dà volume dove serve.
La perdita graduale vale più della perdita veloce.
Non solo per la pelle: anche per non riprendere tutto dopo.
Un percorso non finisce, evolve.
Valentina ha raggiunto il suo obiettivo di peso e adesso sta lavorando su un altro fronte, la cellulite, che è quello che risponde più lentamente perché riguarda microcircolo e sistema linfatico. È il modo normale in cui procede un percorso: cambia l’obiettivo, non si interrompe il lavoro.
Come misurare i progressi senza impazzire
Se la bilancia non basta, cosa usi al suo posto? Ecco cosa consiglio sempre.
- Il metro da sarta, ogni quattro settimane. Vita, fianchi, coscia, braccio. Sempre allo stesso orario, la mattina appena sveglia.
- Le foto, ogni quattro settimane. Stessa luce, stesso punto della casa, stesso outfit aderente, corpo rilassato, tre angolazioni. Mai la pancia tirata dentro.
- I vestiti. Sono il misuratore più onesto che esista. I pantaloni che si allacciano meglio raccontano più di qualsiasi numero.
- Come ti senti. Energia, qualità del sonno, pesantezza alle gambe. Scrivi due righe ogni mese: rileggerle dopo sei mesi è la parte più sorprendente.
E se proprio vuoi pesarti, fallo sempre nello stesso momento del ciclo. Valentina lo ha detto da sola: quella foto era in preciclo. Nella fase luteale il corpo trattiene fisiologicamente più liquidi, e confrontare un giorno di preciclo con uno post ciclo non ha alcun senso.
Da dove iniziare
Se ti sei riconosciuta nella storia di Valentina, ecco i percorsi da cui partire.
- Se non hai mai fatto Pilates, Pilates Linfodrenante® Principianti: due mesi per costruire le basi senza strafare.
- Se hai già una tua pratica, il percorso completo da 9 mesi è quello pensato per tonificare, drenare e sgonfiare.
- Se il tempo è il tuo ostacolo principale, Pilates Linfodrenante® Express ti chiede 15 minuti al giorno.
Domande frequenti
Come si evita la pelle in eccesso dimagrendo?
Non esiste un metodo che la garantisca al 100%, perché entrano in gioco fattori su cui non si può intervenire come l’età, la genetica e da quanto tempo la pelle è distesa. Si può però lavorare sui due fattori che fanno davvero la differenza: perdere peso gradualmente, dando al tessuto connettivo il tempo di adattarsi, e allenarsi durante tutto il percorso per mantenere massa muscolare, così che sotto la pelle resti volume. È esattamente la combinazione che ha seguito Valentina.
Si può cambiare corpo senza perdere peso?
Sì, e si chiama ricomposizione corporea. Il peso è la somma di muscolo, grasso, ossa e liquidi: se sostituisci grasso con muscolo, il numero sulla bilancia resta simile ma la forma del corpo cambia molto, perché a parità di peso il muscolo occupa meno spazio. Nel caso di Valentina, a due chili di differenza il corpo risultava completamente diverso.
Meglio il Pilates o i pesi per tonificare?
Entrambi costruiscono massa muscolare, con modalità diverse. I pesi lavorano sul sovraccarico progressivo e sono molto efficaci sull’ipertrofia. Il Pilates Linfodrenante® lavora con il peso del corpo, resistenze isometriche e contrazioni controllate, con un focus particolare sui muscoli profondi e posturali, e senza generare l’infiammazione acuta e il rialzo della temperatura corporea tipici dell’alta intensità. Per chi ha ritenzione idrica, gonfiore o infiammazione cronica, la seconda strada tende a dare risultati visibili più rapidamente.
Il Pilates fa dimagrire?
Il Pilates Linfodrenante® lavora su tre fronti che cambiano il corpo in modo visibile: costruisce e mantiene massa muscolare, migliora il drenaggio linfatico e riduce la ritenzione idrica. È il motivo per cui moltissime donne vedono cambiare la forma del corpo e la taglia dei vestiti, spesso prima ancora che si muova la bilancia. Abbinato a un’alimentazione equilibrata, come nel percorso di Valentina, diventa lo strumento che decide che forma avrà il corpo alla fine, e non solo quanto pesa.
Il Pilates Linfodrenante® migliora la cellulite?
Sì, ed è una delle leve che funziona meglio. La cellulite coinvolge microcircolo, sistema linfatico e tessuto connettivo, quindi non è semplice grasso in eccesso e non si risolve con la bilancia: è proprio per questo che il lavoro sul drenaggio linfatico è così efficace sul suo aspetto, insieme all’alimentazione antinfiammatoria e alla riduzione della ritenzione. Serve però costanza: è il tipo di miglioramento che si costruisce nei mesi.
Quanto tempo serve per vedere la ricomposizione corporea?
I primi cambiamenti nella percezione, cioè vestiti più comodi e gambe meno pesanti, arrivano spesso nelle prime settimane e riguardano soprattutto la componente di ritenzione. La ricomposizione vera, quella che cambia la forma del corpo a parità di peso, richiede mesi di costanza: nella maggior parte dei casi almeno 3 o 4 mesi prima che sia evidente in foto.
Se la storia di Valentina ti somiglia, la cosa più utile che puoi fare è smettere di giudicarti da un numero. Se vuoi iniziare, la prova gratuita del Pilates Linfodrenante® dura 7 giorni.



