Carlotta Gagna esegue un esercizio di allungamento laterale su tappetino per risvegliare i muscoli profondi e migliorare la postura con il metodo Pilates Linfodrenante
  • Pubblicato il 5 giugno 2026 · aggiornato il 5 giugno 2026
  • 13 minuti di lettura

Perché la tua postura non migliora (e cosa c'entra con gonfiore e cellulite)

Hai presente quella sensazione di vederti allo specchio e pensare: "Ma io mi alleno. Perché sono così?"

Spalle chiuse. Schiena un po' curva. Pancia che spinge fuori anche quando hai mangiato poco. Testa in avanti.

E nonostante l'allenamento, qualcosa non torna.

Te lo dico subito: non è colpa tua. E non significa che devi fare di più.

Anzi, probabilmente stai facendo già troppo.

In questo articolo ti racconto cosa ho scoperto io sul mio corpo dopo anni di allenamento.

E soprattutto perché postura, gonfiore e grasso localizzato sono molto più collegati di quello che pensi.

La mia storia: spalle chiuse, schiena curva, pancia che spingeva fuori

Spalle chiuse, schiena curva, pancia che spingeva fuori, testa in avanti.

Ero io. E no, non ero sedentaria. Mi allenavo con i pesi da anni.

Facevo tutti gli esercizi che, sono sicura, almeno una volta nella vita ti hanno consigliato di fare: trazioni, hip thrust, push up, affondi, squat.

Ma la postura non migliorava. Anzi.

Il motivo l'ho capito dopo... e quando l'ho capito ha cambiato il mio modo di allenarmi per sempre.

Il mio corpo aveva degli squilibri. E gli esercizi paradossalmente li stavano peggiorando.

Carlotta Gagna in bikini bordo piscina con postura naturale e corpo tonico, risultato del lavoro su muscoli profondi e drenaggio linfatico con il Pilates Linfodrenante

I muscoli forti (pettorali, gran dorsale, quadricipiti) mi tiravano in avanti.

Mentre i muscoli che avrebbero dovuto tenermi dritta erano addormentati: rotatori delle spalle, addominali profondi, medio gluteo, flessori dell'anca.

Ogni volta che mi allenavo, aggiungevo forza sopra un compenso.

Come costruire un palazzo su fondamenta instabili. Ci andresti mai a vivere?

Perché gli esercizi non bastano (e a volte peggiorano la situazione)

Quello che succedeva a me succede a tantissime donne.

Non è una questione di fare le cose "fatte male" o "fatte bene".

È una questione di quali muscoli stai attivando e quali invece dovresti attivare.

Lo squilibrio tra muscoli "forti" e muscoli "addormentati"

Il corpo è un sistema di equilibri. Ogni muscolo "tira" in una direzione.

Questo sistema funziona perfettamente quando i muscoli che tirano dal lato opposto fanno il loro lavoro per bilanciare. Il corpo è in equilibrio.

Quando invece un gruppo di muscoli è iper-attivo (perché lo alleni tanto o perché si attiva più facilmente) e il gruppo opposto è "addormentato" (perché non lo coinvolgi mai consapevolmente o ha difficoltà ad attivarsi), il corpo si "tira" nella direzione dei muscoli più forti.

Risultato: la postura peggiora, anche se ti alleni tanto. O meglio: soprattutto se ti alleni tanto.

Illustrazione anatomica dei gruppi muscolari posteriori bilanciati di un corpo femminile

I muscoli che ti tirano in avanti vs quelli che dovrebbero tenerti dritta

Nel mio caso (e se sei qui a leggere probabilmente anche nel tuo), i protagonisti erano:

  • I muscoli "forti" che tiravano in avanti: pettorali, gran dorsale, quadricipiti.
  • I muscoli "addormentati" che avrebbero dovuto tenermi dritta: rotatori delle spalle, addominali profondi, medio gluteo, flessori dell'anca.

Vedi il problema? I muscoli grandi e visibili sono quelli che alleniamo per "vederci toniche". Sono quelli coinvolti nella maggior parte degli esercizi in palestra.

I muscoli profondi sono quelli che ci tengono in asse. Spesso sono piccolini o "nascosti" (nel senso di profondi). E vengono ignorati sistematicamente.

Illustrazione anatomica dei gruppi muscolari sbilanciati di un corpo femminile

Aggiungere forza sopra un compenso

Ogni volta che ti alleni senza prima riattivare i muscoli profondi, succede una cosa precisa: aggiungi forza sopra un compenso.

Pensaci: se la tua schiena è già curva e i tuoi pettorali sono già accorciati, fare push up significa rinforzare ulteriormente i muscoli che ti stanno tirando avanti. Senza svegliare quelli che dovrebbero tirarti indietro.

È come costruire un palazzo su fondamenta instabili.

Postura, gonfiore e grasso localizzato: tre facce dello stesso problema

E qui arriva la cosa di cui nessuno parla.

Quando i muscoli profondi non lavorano, non è solo la postura a peggiorare. Cambia molto altro.

La circolazione rallenta (e il grasso si "blocca")

Quando i muscoli profondi non si attivano e la postura peggiora, la circolazione rallenta. Le stazioni linfatiche si trovano sempre in prossimità di articolazioni.

Se la mobilità è limitata, anche il flusso linfatico e sanguigno viene limitato.

E se il sangue arriva meno, il corpo fa più fatica a "sbloccare" i depositi di grasso, soprattutto nelle zone più ostinate: esterno coscia, maniglie dell'amore, culotte de cheval.

Proprio quelle zone che ti sembrano non dimagrire mai. Dimagrisci ovunque (in viso, sul seno...), ma le culotte de cheval sono lì. Come la macchia di vino rosso sulla camicia bianca che è sopravvissuta a Vanish, smacchiatori e tre lavaggi a 90 gradi. E quelle zone sono spesso le zone dove la circolazione è più limitata.

Non sempre è una questione di cosa e quanto mangiamo.

Il sistema linfatico ristagna (e il gonfiore si fa cronico)

La linfa non ha una pompa propria come il cuore. Si muove grazie alla contrazione dei muscoli e alla respirazione. Quando i muscoli profondi sono "addormentati" e la respirazione è corta, la linfa ristagna.

Risultato: liquidi, gonfiore, pesantezza.

E negli anni diventa cronica. Sei perennemente infiammata.

La postura come segnale, non come problema

Ed è qui che voglio fermarmi un secondo.

Postura, gonfiore e grasso localizzato vanno insieme.

Non sono tre problemi diversi. Sono lo stesso squilibrio visto da tre angoli diversi.

La postura sbagliata è il segnale visibile. Il gonfiore e il grasso ostinato sono le conseguenze interne dello stesso squilibrio.

Per questo lavorare solo sulla postura (o solo sul gonfiore, o solo sul grasso) non funziona. Bisogna lavorare sulla causa che li produce tutti e tre.

Cosa fare: risvegliare i muscoli giusti

Magari ti alleni da tempo, fai le cose per bene, eppure quella sensazione di pesantezza non passa.

Le spalle restano chiuse. Il bacino non è allineato. Le ginocchia collassano leggermente verso l'interno. A volte hai fastidio alla schiena.

Non è colpa tua. E non significa che devi fare di più.

Significa che devi risvegliare i muscoli giusti.

Quelli profondi. Quelli che il fitness "classico" tende a ignorare perché non si vedono allo specchio: stabilizzatori del bacino, addominali profondi, rotatori delle spalle, diaframma.

Il Pilates Linfodrenante® lavora esattamente su questo: riequilibra, tonifica, sblocca.

  • Rinforza gli addominali profondi e gli stabilizzatori del bacino
  • Ripristina la respirazione diaframmatica
  • Aiuta a "smuovere" il grasso ostinato attivando circolazione e drenaggio linfatico nelle zone trascurate

Il risultato? Il corpo si "raddrizza". Ti senti meno gonfia.

E con il tempo, il corpo potrà finalmente iniziare a cambiare.

Carlotta Gagna si allena in spiaggia senza tappetino con il Pilates Linfodrenante

Una cosa che puoi fare oggi: 30 secondi che fanno la differenza

Non aspettare di iniziare un percorso completo per sentire la differenza.

Prova questo stasera, dove sei.

  • In piedi, spalle rilassate, chiudi gli occhi.
  • 5 respiri profondi: inspira dal naso, espira dalla bocca.
  • Cerca di espandere la gabbia toracica a 360 gradi: l'aria va davanti, ma anche ai lati e nella schiena.
  • Ad ogni espiro, lascia cadere le spalle un millimetro in più.

30 secondi.

  Illustrazione anatomica della respirazione diaframmatica con sistema linfatico visibile, pompa naturale per ridurre gonfiore e migliorare la postura

Il diaframma (il muscolo della respirazione) è la prima e unica "pompa" del sistema linfatico. Solo questo gesto, fatto bene, fa più di mille push up se l'obiettivo è cambiare postura, gonfiore e tono.

Niente tappetino. Niente attrezzatura. Provaci stasera.

Domande frequenti

  • Devo smettere di allenarmi con i pesi?

    Se ti piace no, non devi smettere.

    Ma non devi nemmeno trascurare la mobilità, l'attivazione dei muscoli profondi e il sistema linfatico.

    Il Pilates Linfodrenante® può convivere benissimo con altre attività. Per questo trovi anche un percorso Gym Linfodrenante® che combina 2 sessioni di Pilates Linfodrenante® alla settimana con 2 in palestra.

  • Quanto tempo serve per vedere cambiamenti nella postura?

    I primi segnali (spalle più rilassate, respiro più ampio, meno tensione cervicale) si sentono dopo poche sessioni.

    Cambiamenti più strutturali (postura visibilmente diversa, pancia meno spinta in avanti, gambe meno pesanti) in un paio di mesi.

  • Funziona anche se non ho mai fatto sport?

    Sì, anzi: chi parte da zero spesso ha un vantaggio perché non ha "compensi" radicati da anni di allenamento. Si parte dalle basi e si costruisce.

  • Si possono davvero cambiare problemi posturali "ereditari"?

    La struttura ossea ovviamente non cambia, ma il modo in cui i muscoli si adattano e supportano lo scheletro sì.

    Buona parte di quello che chiamiamo "problema ereditario" è in realtà uno schema motorio appreso, che si può rieducare.

    Diverso il caso di scoliosi strutturali o patologie specifiche, in quei casi serve una valutazione specialistica.

  • Il Pilates Linfodrenante® sostituisce l'allenamento di forza?

    Dipende dai tuoi obiettivi.

    Per molte donne può essere l'allenamento principale.

    Per chi vuole aumentare la massa muscolare in modo significativo, è il complemento perfetto che ti permette di farlo senza peggiorare gli squilibri e migliorando la circolazione linfatica e sanguigna.

  • Quanto spesso bisogna farlo?

    Idealmente almeno 2-3 sessioni di Pilates Linfodrenante® a settimana. Come per tutto: la costanza vince sull'intensità.

Inizia da qui

Non hai bisogno di rivoluzionare la tua vita.

Inizia da quei 30 secondi di respirazione a 360 gradi, stasera. Concentrati mentre lo fai e vedrai che respirare bene non è così semplice (anzi, è una delle cose più difficili! Io ci lavoro da anni e continuo a farlo).

Domani, prova di nuovo.

E piano piano, migliori.

E se vuoi essere guidata in un percorso che lavora esattamente su questo: risvegliare i muscoli profondi, riequilibrare la postura, tonificare il corpo senza stressarlo, sbloccare il drenaggio nelle zone difficili, prova il mio Pilates Linfodrenante®.

È il metodo che ho creato per me per migliorare postura, gonfiore, grasso localizzato e cellulite.

  • Pubblicato il 5 giugno 2026 · aggiornato il 5 giugno 2026
  • 13 minuti di lettura

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