Carlotta Gagna in ginocchio su tappetino che esegue una torsione del busto con braccia incrociate sopra la testa
  • Pubblicato il 5 giugno 2026 · aggiornato il 5 giugno 2026
  • 12 minuti di lettura

Hai perso mobilità senza accorgertene? 4 test rapidi per scoprirlo e come recuperarla con il Pilates Linfodrenante®

La maggior parte delle persone pensa che la mobilità si perda con gli anni.

"Sto diventando vecchia, mi sveglio e ho male da tutte le parti".

"Gli anni si iniziano a far sentire, una volta non avevo mai mal di schiena".

Ti svelo un segreto... La mobilità non si perde con gli anni. Si perde con le abitudini.

La buona notizia è che come l'hai persa, puoi anche recuperarla.

In questo articolo ti racconto:

Cos'è la mobilità articolare (e in cosa è diversa dalla flessibilità)

"Non riesco a toccarmi le punte dei piedi, ho una cattiva mobilità".

Quante volte ho sentito questa frase? Troppe. Facciamo un po' di chiarezza.

Mobilità e flessibilità si confondono spesso, ma sono due cose diverse.

  • La flessibilità è la capacità di un muscolo di allungarsi passivamente. Quando ti pieghi in avanti e cerchi di toccare le punte dei piedi tenendo le gambe tese, stai testando la tua flessibilità.
  • La mobilità è la capacità di un'articolazione di muoversi attivamente con arco di movimento completo. Lo so, detto così fa un po' paura, ma è più facile di quanto immagini.

Piega un braccio a 90 gradi con il gomito in linea con la spalla e il palmo della mano rivolto di fronte a te.

Ora, mantenendo il gomito immobile, ruota l'avambraccio in avanti, portando la mano il più indietro possibile.

Lo senti l'omero (l'osso del braccio) che si muove all'interno dell'articolazione della spalla? Quella è la mobilità. Come noti è 'attiva' (stai muovendo l'omero all'interno della spalla), non passiva.

La mobilità è "quanto riesci a controllare il movimento mentre l'articolazione si muove". Riesci a portare la mano molto in basso oppure resta bloccata?

Illustrazione di una donna con il braccio destro piegato a 90 gradi che esegue un test di mobilità

Quindi, in poche parole per distinguerle: la flessibilità è passiva, la mobilità è attiva.

Nella vita di tutti i giorni, è la mobilità che fa la differenza.

Non ti serve toccare i piedi con le gambe tese. Ti serve muoverti correttamente, allacciarti il reggiseno senza dolori alle spalle, salire le scale senza aver male alle ginocchia, portare la spesa a casa senza avere male alla schiena.

Perché la mobilità diminuisce con il tempo

La mobilità non si perde perché invecchi. Si perde perché smetti di muoverti o meglio, smetti di allenarla.

La vita che conduciamo al giorno d'oggi certamente non aiuta:

  • Ore sedute alla scrivania, in macchina, sul divano. Le anche restano nella stessa posizione tutto il giorno. I muscoli flessori si accorciano. La zona lombare si irrigidisce.
  • Le spalle restano chiuse in avanti per ore mentre lavori al computer o guardi il cellulare. La parte alta della schiena perde la capacità di ruotare.
  • Il collo sta proteso in avanti per fissare gli schermi. La cervicale si infiamma e si blocca.
  • Le caviglie perdono mobilità perché non flettiamo mai i piedi a sufficienza.
  • E l'allenamento spesso peggiora la situazione: chi fa cardio, fa cardio e basta; chi si allena in palestra, raramente pensa alla mobilità.

Il corpo è intelligente: si adatta a quello che fai (o che non fai) ogni giorno.

4 test rapidi per capire dove hai perso mobilità

Prima di migliorare la mobilità, è bene capire il nostro punto di partenza.

Oggi fai questi 4 semplici test.

Test 1

In piedi, con un braccio disteso oltre la tua testa e uno lungo i fianchi. Piega entrambe le braccia, cercando di avvicinare le dita il più possibile. Idealmente si devono toccare o sovrapporre. Ripeti da entrambi i lati invertendo la posizione delle braccia.

Se non riesci a toccare le dita o se ti causa fastidio, è un segnale che lì la mobilità è ridotta. Potresti anche avere difficoltà da un lato e non dall'altro. In questo caso è fondamentale lavorare sul lato debole per evitare squilibri e scompensi.

Test di mobilità articolare delle spalle: come capire se hai perso mobilità

Test 2

Siediti sul pavimento con la gamba davanti e la gamba dietro che formano due angoli di 90 gradi. Stai in questa posizione per almeno un minuto e cerca di notare come si comporta il tuo corpo.

Se il ginocchio della gamba davanti non riesce a stare in basso, ma tendi a sollevarlo, significa che quella gamba ha una restrizione nella rotazione esterna dell'anca.

Se invece hai fastidio a stare seduta e ti sembra di 'cadere' in avanti, hai una possibile restrizione di rotazione interna dell'anca della gamba dietro. Ripeti da entrambi i lati.

Test di mobilità delle anche: posizione 90/90 per valutare la rotazione dell'anca

Test 3

Siediti su una sedia con le spalle lontane dalle orecchie e la schiena dritta (immagina una corda lega la tua testa al soffitto), ruota la testa lentamente verso destra, poi verso sinistra.

Riesci a portare il mento sopra la spalla senza fastidio? Se uno dei due lati è più 'bloccato', la cervicale ha perso mobilità.

Test di mobilità cervicale: ruota la testa verso destra e sinistra per valutare la mobilità del collo

Test 4

Posizionati di fronte a un muro, con la punta del piede sinistro a circa 10 cm di distanza dal muro stesso e la gamba destra più lontana. Controlla che le ossa del bacino puntino entrambe verso il muro di fronte a te.

Piega il ginocchio della gamba sinistra e cerca di spingere il ginocchio il più possibile contro il muro, senza sollevare il tallone, muovere il piede o ruotare il bacino.

Test di mobilità della caviglia: piega il ginocchio verso il muro senza sollevare il tallone

Riesci a toccare il muro con il ginocchio? Se non riesci, la mobilità della tua caviglia è limitata. Ripeti da entrambi i lati.

Hai fatto i 4 test? Quanti ne hai passati?

Cerca di lavorare sui tuoi punti deboli, ma non dimenticare di continuare a lavorare anche per mantenere la tua mobilità.

Non darla per scontata.

Ricorda che la mobilità diminuisce quando smetti di usarla.

Mobilità e sistema linfatico: la connessione che pochi conoscono

Il sistema linfatico (quello che drena i liquidi in eccesso, elimina le tossine, supporta le difese del corpo) non ha una pompa propria come il cuore. Si muove solo grazie alla contrazione dei muscoli e alla respirazione.

Ma la maggior parte delle stazioni linfatiche (i "punti di filtraggio" della linfa, dove un gruppo di linfonodi si occupa di ripulirla prima che continui a circolare) si trova in prossimità delle articolazioni. Sopra alla clavicola, dietro alle ginocchia, all'attaccatura della coscia con l'inguine, sotto alle ascelle.

Sai cosa significa?

Significa che se le tue articolazioni sono rigide, la linfa fatica ancora di più a muoversi attraverso le sue stazioni di transito.

L'equazione è molto semplice.

Mobilità ridotta = drenaggio compromesso.

Drenaggio compromesso = gonfiore cronico, ristagno, infiammazione.

È esattamente per questo che nel Pilates Linfodrenante® mobilità e drenaggio lavorano sempre insieme. Non sono due cose separate. Sono due facce della stessa medaglia.

Per capire come funziona il sistema linfatico nel dettaglio, leggi "Drenaggio linfatico fai da te: i 6 punti da attivare ogni mattina in 2 minuti".

Come il Pilates Linfodrenante® migliora la mobilità

Nel Pilates Linfodrenante® raramente facciamo stretching.

Ma in ogni singola sessione, lavoriamo sulla mobilità.

E la cosa sorprendente, è che ci lavoriamo mentre tonifichiamo i muscoli.

E così è ancora più efficace.

Mi spiego.

Se si vuole migliorare per esempio la mobilità della parte alta della schiena, bisogna accertarsi che il bacino sia immobile. Perché se il bacino si muove, significa che ci stiamo muovendo con la zona lombare e non con la parte alta della schiena.

Per questo motivo, molti degli esercizi per la parte alta della schiena, li eseguiamo quando gli addominali sono attivi.

Gli addominali attivi stabilizzano il bacino e la parte alta della schiena può muoversi "da sola". E la mobilità può migliorare.

Come si dice... due piccioni con una fava!

Cosa NON fare per la mobilità

Stretching passivo aggressivo

Fare stretching ogni tanto va bene, ma non si dovrebbe mai sforzare troppo. Se per esempio vuoi allungare i muscoli posteriori della coscia e la gamba inizia a tremare tantissimo, stai esagerando. E se forzi un muscolo nel range estremo, il corpo si difende contraendolo ancora di più. Risultato: ti senti più rigida dopo che prima.

Ripetere sempre e solo gli stessi due esercizi

Il corpo impara. E impara velocemente. Se fai sempre gli stessi due esercizi, dopo due settimane smettono di funzionare. Non progredisci e perdi tempo quando li esegui. La varietà conta. La posizione da cui esegui i movimenti conta. Il corpo ha bisogno di nuovi stimoli.

Ricordarsi della mobilità solo quando "Ah! Mi è venuto mal di schiena"

La mobilità è come lavarsi i denti. Una pratica quotidiana, veloce e indolore se praticata sempre. Fare una sessione di mobilità solo quando hai fastidio, sarebbe come lavarsi i denti solo quando ti viene un ascesso. Poco utile.

Come iniziare con il Pilates Linfodrenante®

Sull'app trovi diversi Percorsi e Classi specifiche per migliorare la mobilità:

  • Pilates Linfodrenante®: il mio metodo che abbina tonificazione, drenaggio linfatico e mobilità linfodrenante. Livello intermedio, senza attrezzi.
  • Pilates Linfodrenante® Principianti: se non hai mai fatto Pilates in passato o hai una mobilità molto ridotta e vuoi iniziare dalle basi.
  • Classi Posturale e Mobilità e Benessere articolare: due sezioni di classi interamente dedicate alla mobilità, di durata compresa tra i 10 e i 25 minuti.

Ecco i miei suggerimenti:

  • Se hai scarsa mobilità delle anche, prova: Anche libere, gambe scolpite
  • Se hai scarsa mobilità della schiena e delle spalle, prova: Mobility upper body
  • Se hai spesso mal di schiena, prova: Pilates Posturale schiena e anche
  • Se hai dolore ai polsi, prova: Polsi in salute, sciogli e stabilizza
  • Se hai dolore alla cervicale, prova: Cervicale addio
  • Se stai sempre alla scrivania, prova: Linfo-drena alla scrivania
  • Se hai poco tempo: 10 minuti per resettare la postura

Domande frequenti

  • Quanto tempo serve per migliorare la mobilità?

    I primi miglioramenti si sentono spesso già dopo 1-2 sessioni. Sembra impossibile, ma quel senso di "libertà" delle articolazioni lo senti subito dopo la sessione. Cambiamenti più strutturali (arco di movimento più ampio, meno rigidità mattutina, miglioramento della postura) in 4-6 settimane di Pilates Linfodrenante®.

  • Devo essere flessibile per iniziare?

    No, anzi: il punto di partenza è esattamente dove sei adesso. Se sei molto rigida vedrai miglioramenti incredibili già dalle prime settimane.

  • Posso lavorare sulla mobilità anche se ho dolori articolari?

    Sì, ma facendo attenzione. Il movimento dolce e progressivo è una delle cure migliori per le articolazioni doloranti.

    Inizia da Pilates Linfodrenante® Principianti e fai sempre attenzione ai feedback del tuo corpo. Se hai dolore durante un esercizio, eseguilo con arco di movimento inferiore o passa all'esercizio successivo. Se hai una patologia specifica (artrite, artrosi avanzata, infiammazioni acute), parla prima con il tuo medico.

  • Devo fare stretching dopo le sessioni di Pilates?

    Nelle sessioni di Pilates Linfodrenante® sono integrati sia alcuni esercizi finali di stretching che molti esercizi di mobilità.

  • Quanto spesso bisogna lavorare sulla mobilità per mantenerla?

    Idealmente 2-3 volte a settimana. Se segui le sessioni di Pilates Linfodrenante® non devi fare altro.

In sintesi

La mobilità articolare non è una questione di età, di "essere nata un tronco" o di essere geneticamente sfortunati. È il risultato di quello che fai (o non fai) ogni giorno.

Se stai sempre seduta, davanti a un computer o al cellulare, o al contrario se fai lavori fisicamente logoranti e molto ripetitivi, dovrai avere qualche accortezza in più per mantenere il tuo corpo nella sua forma migliore.

Ma recuperare la mobilità (o migliorarla) è una delle cose migliori che puoi fare per te stessa, per vivere a lungo, bene e sentirti sempre giovane, indipendentemente dall'età.

  • Pubblicato il 5 giugno 2026 · aggiornato il 5 giugno 2026
  • 12 minuti di lettura

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