
Mal di schiena cronico: perché viene e come il Pilates Linfodrenante® può aiutarti
Quante volte ti sei svegliata con quel nodo tra le scapole? Quante sere finisci la giornata con le fitte alla parte bassa della schiena?
Se soffri di mal di schiena ricorrente. sei in compagnia. Tantissime donne ci convivono silenziosamente ogni singolo giorno.
Io stessa in passato andavo tutte le settimane dalla fisioterapista e ho avuto mal di schiena molto frequenti. I cerotti caldi erano diventati i miei migliori amici (e d'estate non si può proprio dire che siano il massimo).
Voglio essere chiara fin da subito: il Pilates Linfodrenante® non è un trattamento medico per il mal di schiena. Se hai dolore acuto da settimane, difficoltà a camminare, o dolore che si irradia in una gamba, devi prima fare una valutazione con il tuo medico o un fisioterapista.
Quello che ti racconto qui vale per il mal di schiena cronico funzionale, cioè quello che deriva da posture sbagliate, debolezza degli addominali profondi, mobilità ridotta. Lo stesso tipo di mal di schiena che avevo io, prima di studiare e iniziare il mio Pilates Linfodrenante®.

In questo articolo voglio raccontarti:
Perché viene il mal di schiena (e perché torna sempre)
Il mal di schiena non compare "per caso".
Posture scorrette mantenute a lungo, ore trascorse al computer o a guardare il cellulare, uno stile di vita sedentario.
Tutto queste attività indeboliscono e "atrofizzano" i muscoli profondi che sostengono la colonna vertebrale.
Il risultato? La colonna vertebrale è meno supportata, le vertebre lombari accumulano carico e la testa e il collo stanno per ore in posizioni innaturali.
Il tuo corpo, nato e sviluppatosi per migliaia di anni per muoversi, camminare, correre nella savana, risponde con tensione, dolore e fastidi.
Ma c'è di più.

Se ti sei mai allenata in palestra o con i manubri, sai cosa intendo: ci sono muscoli che lavorano sempre (e si rinforzano) e muscoli che restano "addormentati" anche quando ti alleni tanto.
- I muscoli profondi che dovrebbero stabilizzare la colonna (trasverso dell'addome, pavimento pelvico, medio gluteo, multifido, extra rotatori delle spalle) sono quelli che vengono dimenticati. Non si vedono allo specchio, sono profondi, quindi non vale la pena allenarli. E vengono totalmente dimenticati.
- I muscoli superficiali, invece, che si vedono allo specchio (retto addominale/la tartaruga, il grande gluteo, i quadricipiti, il pettorale) vengono allenati tanto (e anche troppo).
Risultato: la colonna non è più in asse perché i muscoli che dovrebbero stabilizzarla non stanno lavorando. È come un'orchidea senza tutore: fa fiori bellissimi, ma collassa su se stessa perché non ha niente che la sostenga.
Ho approfondito questo squilibrio perché io stessa mi trovavo in questa situazione e stava peggiorando il mio gonfiore e le mie gambe. Ne ho parlato nell'articolo: "Perché la tua postura non migliora (e cosa c'entra con gonfiore e cellulite)".
Una cosa di cui nessuno parla, è che la colonna vertebrale è fatta per muoversi. E i veri problemi nascono quando la colonna vertebrale diventa rigida perché non si muove mai.
Una colonna poco mobile porta a sovraccaricare alcune zone (ad esempio la zona lombare) per compensare una mancanza di mobilità delle zone vicine (generalmente la parte alta della schiena e le anche).
Il nostro corpo è un sistema e un dolore in un punto è spesso la manifestazione di una deficienza in un punto vicino.
Ti faccio un esempio: se le anche non si muovono bene, la zona lombare deve compensare a ogni passo, o quando ti pieghi per raccogliere qualcosa da terra, o ancora quando inclini il busto per aprire un cassetto.
È un sovraccarico continuo e costante che alla lunga genera dolore.
C'è un ultimo fattore che spesso viene ignorato quando si parla di mal di schiena: l'infiammazione cronica.
Quando il corpo è in uno stato di infiammazione cronica, tutti i tessuti sono più sensibili al dolore.
Se non la conosci, l'infiammazione cronica affligge (purtroppo) la maggior parte delle donne. È un'infiammazione a bassa intensità, ma costante, le cui cause sono generalmente lo stress, la sedentarietà, un'alimentazione infiammatoria e scarso sonno.
Cosa succede? Quando sei cronicamente infiammata, anche un piccolo carico che in condizioni ottimali non ti avrebbe portato fastidio, oggi ti causa dolore.
Se vuoi capire come l'alimentazione influisce sull'infiammazione, ho scritto "4 abitudini sane che in realtà ti infiammano (e con cosa sostituirle)".
Cosa NON fare per il mal di schiena
Prima di indicarti cosa fare, voglio dirti cosa evitare.
Perché ci sono cose che possono peggiorare la situazione e vengono invece fatte per cercare di migliorare.
Lo stretching statico
Quando hai mal di schiena, soprattutto alla zona lombare, l'istinto è sempre quello di allungarla.
"Un po' di stretching mi aiuterà sicuramente". E invece no. Anzi, può peggiorare molto la situazione, soprattutto se non sei molto elastica e flessibile (e non fai mai stretching).
Lo stretching in questo caso è uno sforzo eccessivo a cui il tuo corpo non è pronto. E spesso il dolore lombare è causato da un'eccessiva tensione delle anche o dei muscoli flessori dell'anca come lo psoas (un muscolo nella parte davanti della coscia e dell'anca).
Allungare la schiena senza migliorare la mobilità delle anche e senza rafforzare i muscoli è la ricetta perfetta per peggiorare la situazione.

Riposo totale e prolungato
"Ho mal di schiena, non posso muovermi". A volte il riposo è indicato (ad esempio in seguito a un incidente o un'operazione), ma in generale restare a letto o sul divano "perché fa male" è controproducente. Soprattutto per più di un paio di giorni.
Il movimento dolce e controllato per migliorare la mobilità è uno dei migliori antidolorifici naturali e sicuramente il modo migliore per stare meglio in poco tempo.

Cinture "antidolorifiche" o per sostenere la schiena
A volte danno sollievo momentaneo, ma se le usi troppo spesso, i muscoli profondi lavoreranno sempre meno (sì, proprio quelli che già lavorano poco e che devono proteggere e stabilizzare la tua colonna vertebrale).
Risultato: il dolore peggiora a lungo termine.

Come il Pilates Linfodrenante® aiuta nel mal di schiena cronico
Il Pilates Linfodrenante® lavora esattamente sui 3 fattori biomeccanici che generano il mal di schiena cronico:
- reclutamento dei muscoli profondi
- mobilità della colonna e delle anche
- infiammazione cronica
Non ti dico che è miracoloso. Ci vuole tempo e costanza.
Ma può fare la differenza e ridurre progressivamente i fastidi.
Riattiva gli addominali profondi
Ogni sessione di Pilates Linfodrenante® lavora consapevolmente sui muscoli profondi:
- trasverso dell'addome
- medio gluteo
- pavimento pelvico
- flessori dell'anca
- multifido
Sono i 5 muscoli che insieme stabilizzano la colonna vertebrale.
Considerali come le fondamenta del tuo corpo.
Migliora la mobilità della colonna
Gli esercizi di Pilates Linfodrenante® lavorano sulla mobilità segmentale della colonna.
Lo so, detto così fa un po' paura. In realtà il concetto è semplice: impariamo a muovere parti della colonna vertebrale stabilizzando le altre. Ti faccio un esempio: quando esegui questo movimento in cui ruoti un braccio dietro di te tenendo il bacino immobile, stai migliorando la mobilità della parte alta della schiena, stabilizzando invece la zona lombare.
In questo modo ogni vertebra e ogni parte della schiena impara a muoversi rispetto al resto.
Il risultato? Una colonna vertebrale più mobile e meno compensi e sovraccarichi.
Riduce l'infiammazione
Il drenaggio linfatico riduce l'infiammazione di base.
Meno infiammazione = meno sensibilità al dolore. Per molte donne è il fattore che fa la differenza più rapida.
Se vuoi capire come funziona il drenaggio linfatico, leggi "Drenaggio linfatico fai da te: i 6 punti da attivare ogni mattina in 2 minuti".
Migliora la postura
Una postura migliore significa carichi distribuiti correttamente lungo tutta la colonna (e meno grasso ostinato — ne ho parlato qui).
Dopo un paio di mesi, senza neanche accorgertene, ti rendi conto di stare più dritta naturalmente.
Di avere il bacino più in asse.
Di respirare meglio e più profondamente.
Quando il mal di schiena richiede un medico
Il Pilates Linfodrenante® è uno strumento per il mal di schiena cronico funzionale, ma NON sostituisce una valutazione medica nei casi seguenti:
- Dolore acuto improvviso dopo un trauma (caduta, colpo)
- Dolore che si irradia in una gamba, accompagnato da formicolio, intorpidimento o debolezza muscolare (spesso collegato a sciatica o ernia del disco)
- Dolore notturno che ti sveglia o peggiora durante la notte
- Dolore con febbre o nausea
- Dolore che non migliora dopo diverse settimane
In tutti questi casi, prima di iniziare qualsiasi attività fisica, fai una valutazione con un ortopedico o un fisioterapista.
Come iniziare con il Pilates Linfodrenante® per il mal di schiena
Tutti i Percorsi ti aiutano per il mal di schiena, ma lascia che ti spieghi i migliori per ciascuna situazione:
- Pilates Linfodrenante® Principianti: per iniziare dalle basi, gradualmente (consigliato se hai mal di schiena)
- Classi Posturale e mobilità: una selezione di sessioni di Pilates Linfodrenante® di durata diversa (dai 10 ai 30 minuti) per migliorare la mobilità e la postura, senza dimenticare il drenaggio linfatico. Particolarmente indicate:



Domande frequenti
Posso fare il Pilates Linfodrenante® se ho un'ernia del disco diagnosticata?
Generalmente le persone con ernia del disco in fase non acuta (cioè quando il dolore non è debilitante) beneficiano del Pilates, ma serve sempre un'indicazione professionale (del tuo ortopedico o fisioterapista) prima di iniziare.
In questo caso ti consiglio di iniziare dalle basi con il Pilates Linfodrenante® Principianti.
Quanto tempo serve per sentire un miglioramento?
Il sollievo dalla tensione muscolare si sente spesso già dopo 1-2 sessioni.
Cambiamenti più strutturali (meno episodi di dolore, postura più sostenibile) in 6-8 settimane.
Posso fare il Pilates Linfodrenante® anche se ho dolore in questo momento?
Dipende dall'intensità.
- Se il dolore è lieve (in una scala da 1 a 10, 5 o meno su 10) e non si irradia verso la gamba, sì. Il movimento dolce aiuta. In questo caso ti consiglio una delle Classi di Posturale e Mobilità.
- Se il dolore è acuto (6 su 10 o più) o ti limita nei movimenti quotidiani, fai prima una valutazione medica.
Durante la sessione ho dolore, è normale?
No, il movimento non deve mai aumentare il dolore. Se si tratta di un leggero fastidio può essere normale, soprattutto se soffri di dolore cronico. In questo caso non sforzarti troppo e valuta come ti senti il giorno successivo alla sessione.
Devo evitare alcuni esercizi specifici?
Nelle sessioni di Pilates Linfodrenante® non ci sono esercizi rischiosi per la schiena (ad esempio non si usano carichi alti), ma ascolta sempre il tuo corpo: se un esercizio specifico ti dà fastidio, prova a eseguirlo con arco di movimento inferiore oppure fai una pausa e riprendi dal movimento successivo.
Il Pilates Linfodrenante® può sostituire la fisioterapia?
No. Se hai una diagnosi specifica e ti sono state prescritte delle sessioni di fisioterapia, devi prima completare la fisioterapia e poi puoi cominciare con il Percorso. Il Pilates Linfodrenante® può essere un ottimo strumento di mantenimento DOPO la fisioterapia. Parlane comunque sempre con il fisioterapista che ti segue: ogni caso è a sé.
In sintesi
Il mal di schiena cronico funzionale non si risolve né con il riposo totale, né con lo stretching forzato, né con soli farmaci.
Si risolve lavorando sulle cause:
- rafforzare i muscoli profondi
- migliorare la mobilità e la postura
- ridurre l'infiammazione cronica
Il Pilates Linfodrenante® interviene esattamente su questi 3 fattori e se seguito con costanza, fa una differenza che molte donne non credevano possibile.
E quando il tuo mal di schiena scompare perché il tuo corpo è più forte e mobile, capisci che stare ferma non è mai stata la soluzione.



