
Condimenti anti-infiammatori: olio, aceto, sale e spezie da scegliere bene
La maggior parte delle diete non falliscono per cosa mangi.
Falliscono per i condimenti che usi.
Sembra assurdo, ma è così.
I condimenti sembrano un dettaglio, ma non lo sono affatto.
Sono presenti in praticamente in ogni piatto che mangi e sono ingredienti a tutti gli effetti.
E spesso la differenza tra un piatto antinfiammatorio e uno pro-infiammatorio sta proprio nei condimenti. O la differenza tra un piatto che fa ingrassare e uno che ti fa dimagrire.
Impariamo a conoscerli meglio e a capire cosa scegliere.
Olio
Iniziamo da quello che dovrebbe essere il re della tua cucina (e che sicuramente è il re della mia): l'olio extravergine di oliva (o olio EVO).
Non c'è dubbio: l'olio EVO fa bene alla salute. È ricco di antiossidanti, i polifenoli, riduce l'infiammazione cronica, migliora la stabilità insulinica, aiuta ad abbassare l'LDL (il colesterolo "cattivo") mentre alza l'HDL (il colesterolo "buono"), supporta la mente e la memoria.
E questi benefici si osservano con appena 10 grammi al giorno… per capirci: un cucchiaio o due cucchiaini da tè.
Ci sono però diversi ma.
La concentrazione più alta di questi composti benefici per la salute, si trovano nell'olio EVO spremuto a freddo e non raffinato. Più l'olio è lavorato, meno polifenoli restano.
Ma non solo.

Il vero problema è che molti, moltissimi oli extravergini di oliva, non sono in realtà così puri.
Non lo dico io. Ci sono state numerose indagini negli anni passati e la ragione è molto semplice.
L'olio di oliva puro costa. Tanto.
E per venderlo a basso prezzo, spesso viene mischiato con olio di oliva di bassa qualità o ancora peggio con oli di semi (nei primi tre mesi del 2024 i casi di frode olearia in Europa sono triplicati rispetto al 2018). Quelli che infiammano il corpo.
Ne ho parlato qui se ti interessa.
Cosa fare quindi?
Diffida dei prezzi troppo bassi: un olio extravergine italiano di qualità non può costare 4 euro al litro (o meno). I costi di coltivazione, raccolta e molitura non lo permettono. Se costa così poco, c'è quasi sicuramente qualcosa che non torna (viene mischiato con altri oli, con olive non italiane ecc.).
Preferisci produttori riconoscibili: cerca sempre di scegliere oli di piccoli oleifici o aziende agricole con tracciabilità chiara.
Se possibile scegli oli che provengono da un singolo tipo di oliva. Ancora meglio se viene specificatamente indicata la varietà di oliva, ad esempio Coratina, Nocellara, Frantoio, Leccino, Itrana, Taggiasca, Kalamata.
Cerca le certificazioni europee: la DOP (Denominazione di Origine Protetta) secondo la quale le olive devono essere coltivate e l'olio prodotto nella stessa area geografica, o la IGP (Indicazione Geografica Protetta). Tra le due la prima è la più restrittiva.
Non guardare la scadenza, ma la data di raccolta: l'olio EVO è freschissimo entro 3 mesi dalla data di raccolta; più tempo passa, più i benefici si diluiscono. In ogni caso, se il produttore indica la data di raccolta dimostra di essere serio.
Estrazione a freddo: cerca sempre l'indicazione "estratto a freddo" sull'etichetta. Questo significa che durante tutta la lavorazione, l'olio non supera mai i 27°C e riesce a conservare i polifenoli. Se l'olio viene estratto a temperatura più alta, perde polifenoli e aromi.
Tra una bottiglia chiara e una scura, prediligi sempre la bottiglia scura perché la luce ossida l'olio in fretta. Questo vale anche per la conservazione: meglio tenerlo lontano da fornelli, sole e luce diretta. Una volta aperto, meglio consumarlo entro un paio di mesi.
Se si vuole seguire una dieta anti-infiammatoria, sarebbe meglio evitarli.
Le ragioni sono tre:
- Sono estremamente ricchi di omega-6 (e non hanno omega-3). L'alimentazione moderna purtroppo è già molto ricca di omega-6 e molto povera di omega-3. Assumere questi oli sbilancerebbe ulteriormente il rapporto omega-6/omega-3 che è una delle principali cause dell'infiammazione cronica. Ne ho parlato qui.
- La maggior parte di questi oli viene estratta con solventi chimici come l'esano che è un derivato del petrolio e la legge ammette residui di esano nell'olio finale (in tracce, ma comunque presenti). Ma il passaggio peggiore è quello finale: l'olio viene scaldato a temperature tra i 200 e i 250°C. A queste temperature gli acidi grassi insaturi si ossidano e si formano i "famosi" grassi trans.
- Sono totalmente privi di qualsiasi nutriente.

Aceto
Passiamo all'aceto.
Forse non lo sai ma l'aceto è uno di quei cibi fermentati che fanno bene all'intestino. Ne ho parlato qui.
Tra gli aceti usati per condire troviamo:
- L'aceto di mele: si ottiene dalla fermentazione del succo di mele e il migliore è quello non pastorizzato con la "madre" (lo strato torbido) sul fondo della bottiglia.
Riduce l'infiammazione cronica agendo sullo stress ossidativo e diminuendo i livelli di colesterolo e la glicemia a digiuno (Khezri et al., 2018). Un altro studio del 2023 ha dimostrato come 30 ml al giorno di aceto di mele per 8 settimane migliorano glicemia a digiuno, l'insulina e l'HbA1c in pazienti con diabete di tipo 2.
Le quantità ideali sono tra i 15 e i 30 ml al giorno, che corrispondono a uno o due cucchiai.

- Aceto di vino: si ottiene dalla fermentazione del vino. In particolare l'aceto di vino rosso è ricco di polifenoli (gli antiossidanti che abbiamo trovato anche nell'olio EVO) ed è un ottimo condimento per pietanze e insalate. Meno studiato dell'aceto di mele, ma ne conserva comunque gli stessi benefici.
- Aceto balsamico: buonissimo, ma anche qui, il problema come per l'olio è la qualità. L'Aceto Balsamico Tradizionale DOP si ottiene dalla fermentazione del mosto cotto d'uva e lasciato invecchiare per anni (o meglio, decenni). Gli aceti balsamici economici invece sono un mix di aceto di vino, caramello e addensanti. Nelle glasse, si aggiungono anche gli zuccheri aggiunti (spesso tra i primi ingredienti). Questi prodotti sono da usare con parsimonia se si vuole seguire una dieta anti-infiammatoria.
Una piccola parentesi: se si ha una sensibilità all'istamina (con conseguente prurito, gonfiore, rossori e mal di testa), sarebbe meglio evitare l'aceto, come tutti gli altri cibi fermentati. Questo perché durante la fermentazione, i batteri producono naturalmente istamina e l'aceto ne contiene quantità significative.
Sale
Il sale è fondamentale per la nostra salute, ma spesso se ne assume troppo per via dei cibi processati e industriali che ne sono ricchi (per migliorare il sapore).
L'OMS raccomanda un massimo di 5 grammi di sale al giorno per un adulto, circa un cucchiaino raso. La media italiana è intorno ai 10 grammi al giorno, circa il doppio della quantità consigliata. E la maggior parte di questo deriva proprio dai cibi pronti come salse industriali, salumi, formaggi, dado, merendine, cereali, pane confezionato.
Forse non lo sai, ma anche i dolci confezionati contengono sale. È letteralmente ovunque. E spesso anche di bassa qualità.

Un eccesso di sale è una delle cause principali della ritenzione idrica. Ed è anche per il sale assunto durante la giornata che alla sera ti senti più gonfia. È molto semplice: più sodio assumi, più il tuo corpo trattiene acqua per diluirlo. In questo caso, prendersi cura del proprio sistema linfatico come facciamo nel mio Pilates Linfodrenante® è fondamentale.
E anche evitare i cibi processati sarebbe consigliabile.
Ma torniamo al sale da cucina. Ce ne sono di tutti i tipi: sale marino, sale rosa, sale iodato… Quale di questi è migliore? La realtà è che non ci sono tantissime differenze tra i vari sali.
Una piccola accortezza: se non mangi spesso pesce o alghe, scegli sempre il sale iodato. Lo iodio è fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide; ne ho parlato in questo articolo.
Spezie ed erbe aromatiche
Le spezie e le erbe aromatiche sono tra gli strumenti più potenti che puoi scegliere per rendere i piatti gustosi quando segui una dieta anti-infiammatoria.
E anzi, molte spezie hanno proprio un effetto anti-infiammatorio!
Curcuma + pepe nero
Partiamo dalla curcuma. La curcuma contiene curcumina, uno degli antinfiammatori naturali più studiati al mondo. Per essere assorbita correttamente va abbinata a un pizzico di pepe (Shoba et al., 1998 — la piperina aumenta la biodisponibilità della curcumina del 2000%). Io preparo sempre il mio "shottino" anti-infiammatorio che prendo a colazione. Ne ho parlato qui.
Il mix curcuma e pepe è ottimo anche per condire le pietanze, soprattutto le zuppe e i piatti caldi invernali.

Zenzero
È un potente anti-infiammatorio, ma meglio scegliere quello fresco (la radice) rispetto a quello in polvere.
Ottimo da grattugiare sulle zuppe oppure per preparare la tisana zenzero e acqua (basta lasciar bollire l'acqua con la radice di zenzero e poi filtrarla. A me piace quando bolle a lungo ed è bello "potente").

Cannella
Parlami di cannella e penso immediatamente al Natale.
Per me è una delle spezie migliori. Perfetta sulle pietanze per dare un "twist" diverso dal solito o da aggiungere nello yogurt. Spesso preparo una bevanda facendo bollire uno stecco di cannella nell'acqua calda.
È anche molto studiata per mantenere stabile la glicemia e ridurre i picchi glicemici.

Erbe aromatiche fresche
Rosmarino, basilico, timo, origano, salvia, prezzemolo, menta… Le erbe dei nostri giardini.
Tutte ricche di polifenoli e olii essenziali aromatici. Sono ottime per insaporire ogni tipo di pietanza o insalata.

Aglio
Lo si ama o lo si odia (io lo amo): l'aglio.
È un prebiotico (quei cibi che "nutrono" i batteri buoni nel nostro intestino, ne ho parlato qui) e ha un effetto antimicrobico e antibatterico grazie all'allicina. Può essere d'aiuto in alcuni casi di SIBO, migliora la motilità intestinale e riduce l'infiammazione.

Altri condimenti utili
La vera salsa di soia tradizionale è un prodotto fermentato (come l'aceto). Purtroppo quelle industriali sono spesso piene di glutammato e coloranti, quindi non ottimali per una dieta anti-infiammatoria.
I semi di senape sono ricchi di omega-3 e composti antinfiammatori. Questo perché la senape appartiene alla famiglia delle crocifere, esattamente come i broccoli e i cavolfiori. Lo avresti mai detto?
Quando acquisti la senape però leggi sempre gli ingredienti ed evita quelle che contengono zuccheri aggiunti. Gli ingredienti di una buona senape sono: semi di senape, acqua, aceto e sale. Nient'altro.
È una pasta di semi di sesamo, molto utilizzata nella cucina medio-orientale.
Hai presente l'hummus? La ricetta originale prevede la tahina. Personalmente ho iniziato a usarla nel 2020 quando mi sono trasferita a Dubai. È ottima per preparare condimenti per le insalate: uno dei miei condimenti preferiti è tahina mischiata con acqua e senape. Uso una piccola frusta per mescolare (la tahina tende "ad aggregarsi") e condisco qualsiasi insalata.
Attenzione anche qui a quella che scegli. L'unico ingrediente devono essere proprio i semi di sesamo. Evita tutte le altre. È piuttosto calorica (pensala come a una crema di nocciole o di mandorle, per farti un paragone), ma è anche ricca di calcio, magnesio, ferro, zinco, rame, selenio e vitamina E.
Condimenti da evitare
Se si segue una dieta anti-infiammatoria, andrebbero evitati tutti i condimenti confezionati come:
- Maionesi industriali
- Salsa rosa
- Ketchup
- Condimenti pronti per insalate
- Passate di pomodoro pronte ricche di sale o olio
- Salsa di soia e aceto industriali
- Dadi
- Margarine
Una piccola parentesi sulla maionese e sulla passata di pomodoro.

Personalmente preparo la mia maionese utilizzando:
- 200 ml di olio di oliva
- 1 uovo intero
- un cucchiaio di succo di limone appena spremuto
- un cucchiaino di senape di Dijone
Metto tutto in un bicchiere e frullo con un frullatore a immersione. I segreti per farla venire sono due:
- L'ordine degli ingredienti: prima apri l'uovo, poi copri con l'olio e lasci riposare un minutino, infine aggiungi il succo di limone e la senape.
- Tenere il frullatore a immersione immobile quando inizi a frullare e frullare alla massima potenza. Dopo che la maionese inizia a formarsi puoi iniziare a muovere il frullatore per prendere tutto l'olio che è rimasto.
Facendola con l'olio di oliva, ovviamente il sapore sarà più intenso rispetto a quello delle maionesi commerciali, ma comunque buonissimo.

Per la passata di pomodoro: se la acquisti pronta, controlla che gli ingredienti siano pomodoro, sale e al massimo acido citrico. Evita tutte le passate di pomodoro con zucchero, sciroppo di glucosio o concentrato di pomodoro. Prediligi quelle in bottiglia di vetro rispetto a quelle in lattina.
In alternativa, usa dei pomodorini freschi tagliati a metà e passati qualche minuto in padella con un goccino di acqua e un pizzico di sale. Il cibo fresco è sempre più anti-infiammatorio e gustoso di qualsiasi cibo pronto.

Domande frequenti
L'olio EVO va bene anche per cuocere?
Sì, puoi usarlo. Il punto di fumo dell'olio extravergine di qualità è intorno ai 190-210°C, sufficiente per soffriggere. Ricorda però che i polifenoli si riducono con la cottura.
Quanto olio al giorno?
Linee guida generali parlano di 2-3 cucchiai al giorno (circa 20-30 ml) per un adulto sano. È una fonte importante di calorie, ma anche di grassi buoni. Come sempre, dipende anche da quali sono i tuoi obiettivi e da cos'altro mangi durante la giornata.
L'aceto di mele al mattino funziona davvero per dimagrire?
L'aceto di mele non fa dimagrire, ma può aiutare a ridurre il picco glicemico dopo un pasto ricco di carboidrati. Non è però un brucia-grassi miracoloso. Attenzione perché se bevuto a stomaco vuoto può anche irritare lo stomaco e danneggiare lo smalto dentale. Meglio diluito in acqua oppure utilizzato per condire pietanze e insalate.
In sintesi
I condimenti sono tanto importanti quanto i cibi che scegli e fanno la differenza tra una dieta anti-infiammatoria e una che non lo è.
Evita i condimenti pronti o ultra-processati e scegli sempre olio, aceto e sale di buona qualità.
Impara a usare le spezie e le erbe aromatiche che rendono i piatti gustosi e spesso hanno proprietà anti-infiammatorie.
Mangiare bene seguendo una dieta anti-infiammatoria è molto più semplice di quanto sembri: spesso non si tratta di rinunciare, ma di saper scegliere.
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