Olio extravergine di oliva versato su olive nere in un piatto bianco, condimento antinfiammatorio naturale della dieta mediterranea ricco di polifenoli
  • Pubblicato il 5 giugno 2026 · aggiornato il 5 giugno 2026
  • 12 minuti di lettura

Condimenti anti-infiammatori: olio, aceto, sale e spezie da scegliere bene

La maggior parte delle diete non falliscono per cosa mangi.

Falliscono per i condimenti che usi.

Sembra assurdo, ma è così.

I condimenti sembrano un dettaglio, ma non lo sono affatto.

Sono presenti in praticamente in ogni piatto che mangi e sono ingredienti a tutti gli effetti.

E spesso la differenza tra un piatto antinfiammatorio e uno pro-infiammatorio sta proprio nei condimenti. O la differenza tra un piatto che fa ingrassare e uno che ti fa dimagrire.

Impariamo a conoscerli meglio e a capire cosa scegliere.

Olio

Iniziamo da quello che dovrebbe essere il re della tua cucina (e che sicuramente è il re della mia): l'olio extravergine di oliva (o olio EVO).

Non c'è dubbio: l'olio EVO fa bene alla salute. È ricco di antiossidanti, i polifenoli, riduce l'infiammazione cronica, migliora la stabilità insulinica, aiuta ad abbassare l'LDL (il colesterolo "cattivo") mentre alza l'HDL (il colesterolo "buono"), supporta la mente e la memoria.

E questi benefici si osservano con appena 10 grammi al giorno… per capirci: un cucchiaio o due cucchiaini da tè.

Ci sono però diversi ma.

La concentrazione più alta di questi composti benefici per la salute, si trovano nell'olio EVO spremuto a freddo e non raffinato. Più l'olio è lavorato, meno polifenoli restano.

Ma non solo.

Bottiglietta di olio extra vergine di oliva di origine greca

Il vero problema è che molti, moltissimi oli extravergini di oliva, non sono in realtà così puri.

Non lo dico io. Ci sono state numerose indagini negli anni passati e la ragione è molto semplice.

L'olio di oliva puro costa. Tanto.

E per venderlo a basso prezzo, spesso viene mischiato con olio di oliva di bassa qualità o ancora peggio con oli di semi (nei primi tre mesi del 2024 i casi di frode olearia in Europa sono triplicati rispetto al 2018). Quelli che infiammano il corpo.

Ne ho parlato qui se ti interessa.

Cosa fare quindi?

  • Diffida dei prezzi troppo bassi: un olio extravergine italiano di qualità non può costare 4 euro al litro (o meno). I costi di coltivazione, raccolta e molitura non lo permettono. Se costa così poco, c'è quasi sicuramente qualcosa che non torna (viene mischiato con altri oli, con olive non italiane ecc.).

  • Preferisci produttori riconoscibili: cerca sempre di scegliere oli di piccoli oleifici o aziende agricole con tracciabilità chiara.

  • Se possibile scegli oli che provengono da un singolo tipo di oliva. Ancora meglio se viene specificatamente indicata la varietà di oliva, ad esempio Coratina, Nocellara, Frantoio, Leccino, Itrana, Taggiasca, Kalamata.

  • Cerca le certificazioni europee: la DOP (Denominazione di Origine Protetta) secondo la quale le olive devono essere coltivate e l'olio prodotto nella stessa area geografica, o la IGP (Indicazione Geografica Protetta). Tra le due la prima è la più restrittiva.

  • Non guardare la scadenza, ma la data di raccolta: l'olio EVO è freschissimo entro 3 mesi dalla data di raccolta; più tempo passa, più i benefici si diluiscono. In ogni caso, se il produttore indica la data di raccolta dimostra di essere serio.

  • Estrazione a freddo: cerca sempre l'indicazione "estratto a freddo" sull'etichetta. Questo significa che durante tutta la lavorazione, l'olio non supera mai i 27°C e riesce a conservare i polifenoli. Se l'olio viene estratto a temperatura più alta, perde polifenoli e aromi.

  • Tra una bottiglia chiara e una scura, prediligi sempre la bottiglia scura perché la luce ossida l'olio in fretta. Questo vale anche per la conservazione: meglio tenerlo lontano da fornelli, sole e luce diretta. Una volta aperto, meglio consumarlo entro un paio di mesi.

Se si vuole seguire una dieta anti-infiammatoria, sarebbe meglio evitarli.

Le ragioni sono tre:

  • Sono estremamente ricchi di omega-6 (e non hanno omega-3). L'alimentazione moderna purtroppo è già molto ricca di omega-6 e molto povera di omega-3. Assumere questi oli sbilancerebbe ulteriormente il rapporto omega-6/omega-3 che è una delle principali cause dell'infiammazione cronica. Ne ho parlato qui.
  • La maggior parte di questi oli viene estratta con solventi chimici come l'esano che è un derivato del petrolio e la legge ammette residui di esano nell'olio finale (in tracce, ma comunque presenti). Ma il passaggio peggiore è quello finale: l'olio viene scaldato a temperature tra i 200 e i 250°C. A queste temperature gli acidi grassi insaturi si ossidano e si formano i "famosi" grassi trans.
  • Sono totalmente privi di qualsiasi nutriente.
Scaffale di un supermercato con olii di semi vari in esposizione

Aceto

Passiamo all'aceto.

Forse non lo sai ma l'aceto è uno di quei cibi fermentati che fanno bene all'intestino. Ne ho parlato qui.

Tra gli aceti usati per condire troviamo:

  • L'aceto di mele: si ottiene dalla fermentazione del succo di mele e il migliore è quello non pastorizzato con la "madre" (lo strato torbido) sul fondo della bottiglia.

Riduce l'infiammazione cronica agendo sullo stress ossidativo e diminuendo i livelli di colesterolo e la glicemia a digiuno (Khezri et al., 2018). Un altro studio del 2023 ha dimostrato come 30 ml al giorno di aceto di mele per 8 settimane migliorano glicemia a digiuno, l'insulina e l'HbA1c in pazienti con diabete di tipo 2.

Le quantità ideali sono tra i 15 e i 30 ml al giorno, che corrispondono a uno o due cucchiai.

Bottiglia in vetro contenente aceto di mele fatto in casa con madre
  • Aceto di vino: si ottiene dalla fermentazione del vino. In particolare l'aceto di vino rosso è ricco di polifenoli (gli antiossidanti che abbiamo trovato anche nell'olio EVO) ed è un ottimo condimento per pietanze e insalate. Meno studiato dell'aceto di mele, ma ne conserva comunque gli stessi benefici.
  • Aceto balsamico: buonissimo, ma anche qui, il problema come per l'olio è la qualità. L'Aceto Balsamico Tradizionale DOP si ottiene dalla fermentazione del mosto cotto d'uva e lasciato invecchiare per anni (o meglio, decenni). Gli aceti balsamici economici invece sono un mix di aceto di vino, caramello e addensanti. Nelle glasse, si aggiungono anche gli zuccheri aggiunti (spesso tra i primi ingredienti). Questi prodotti sono da usare con parsimonia se si vuole seguire una dieta anti-infiammatoria.

Una piccola parentesi: se si ha una sensibilità all'istamina (con conseguente prurito, gonfiore, rossori e mal di testa), sarebbe meglio evitare l'aceto, come tutti gli altri cibi fermentati. Questo perché durante la fermentazione, i batteri producono naturalmente istamina e l'aceto ne contiene quantità significative.

Sale

Il sale è fondamentale per la nostra salute, ma spesso se ne assume troppo per via dei cibi processati e industriali che ne sono ricchi (per migliorare il sapore).

L'OMS raccomanda un massimo di 5 grammi di sale al giorno per un adulto, circa un cucchiaino raso. La media italiana è intorno ai 10 grammi al giorno, circa il doppio della quantità consigliata. E la maggior parte di questo deriva proprio dai cibi pronti come salse industriali, salumi, formaggi, dado, merendine, cereali, pane confezionato.

Forse non lo sai, ma anche i dolci confezionati contengono sale. È letteralmente ovunque. E spesso anche di bassa qualità.

Ciotola colma di sale marino fino puro

Un eccesso di sale è una delle cause principali della ritenzione idrica. Ed è anche per il sale assunto durante la giornata che alla sera ti senti più gonfia. È molto semplice: più sodio assumi, più il tuo corpo trattiene acqua per diluirlo. In questo caso, prendersi cura del proprio sistema linfatico come facciamo nel mio Pilates Linfodrenante® è fondamentale.

E anche evitare i cibi processati sarebbe consigliabile.

Ma torniamo al sale da cucina. Ce ne sono di tutti i tipi: sale marino, sale rosa, sale iodato… Quale di questi è migliore? La realtà è che non ci sono tantissime differenze tra i vari sali.

Una piccola accortezza: se non mangi spesso pesce o alghe, scegli sempre il sale iodato. Lo iodio è fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide; ne ho parlato in questo articolo.

Spezie ed erbe aromatiche

Le spezie e le erbe aromatiche sono tra gli strumenti più potenti che puoi scegliere per rendere i piatti gustosi quando segui una dieta anti-infiammatoria.

E anzi, molte spezie hanno proprio un effetto anti-infiammatorio!

Curcuma + pepe nero

Partiamo dalla curcuma. La curcuma contiene curcumina, uno degli antinfiammatori naturali più studiati al mondo. Per essere assorbita correttamente va abbinata a un pizzico di pepe (Shoba et al., 1998 — la piperina aumenta la biodisponibilità della curcumina del 2000%). Io preparo sempre il mio "shottino" anti-infiammatorio che prendo a colazione. Ne ho parlato qui.

Il mix curcuma e pepe è ottimo anche per condire le pietanze, soprattutto le zuppe e i piatti caldi invernali.

Shottino di curcuma, zenzero e limone in bottiglia di vetro — shot antinfiammatorio con curcumina e pepe nero per massimizzare l'assorbimento

Zenzero

È un potente anti-infiammatorio, ma meglio scegliere quello fresco (la radice) rispetto a quello in polvere.

Ottimo da grattugiare sulle zuppe oppure per preparare la tisana zenzero e acqua (basta lasciar bollire l'acqua con la radice di zenzero e poi filtrarla. A me piace quando bolle a lungo ed è bello "potente").

Radice fresca di zenzero in una cassetta di legno

Cannella

Parlami di cannella e penso immediatamente al Natale.

Per me è una delle spezie migliori. Perfetta sulle pietanze per dare un "twist" diverso dal solito o da aggiungere nello yogurt. Spesso preparo una bevanda facendo bollire uno stecco di cannella nell'acqua calda.

È anche molto studiata per mantenere stabile la glicemia e ridurre i picchi glicemici.

Mano aperta con bastoncini interi di cannella essiccata

Erbe aromatiche fresche

Rosmarino, basilico, timo, origano, salvia, prezzemolo, menta… Le erbe dei nostri giardini.

Tutte ricche di polifenoli e olii essenziali aromatici. Sono ottime per insaporire ogni tipo di pietanza o insalata.

Balconcino soleggiato con vasi di erbe aromatiche italiane

Aglio

Lo si ama o lo si odia (io lo amo): l'aglio.

È un prebiotico (quei cibi che "nutrono" i batteri buoni nel nostro intestino, ne ho parlato qui) e ha un effetto antimicrobico e antibatterico grazie all'allicina. Può essere d'aiuto in alcuni casi di SIBO, migliora la motilità intestinale e riduce l'infiammazione.

Testa e spicchi di aglio bianco

Altri condimenti utili

Salsa di soia

La vera salsa di soia tradizionale è un prodotto fermentato (come l'aceto). Purtroppo quelle industriali sono spesso piene di glutammato e coloranti, quindi non ottimali per una dieta anti-infiammatoria.

Senape

I semi di senape sono ricchi di omega-3 e composti antinfiammatori. Questo perché la senape appartiene alla famiglia delle crocifere, esattamente come i broccoli e i cavolfiori. Lo avresti mai detto?

Quando acquisti la senape però leggi sempre gli ingredienti ed evita quelle che contengono zuccheri aggiunti. Gli ingredienti di una buona senape sono: semi di senape, acqua, aceto e sale. Nient'altro.

Tahina

È una pasta di semi di sesamo, molto utilizzata nella cucina medio-orientale.

Hai presente l'hummus? La ricetta originale prevede la tahina. Personalmente ho iniziato a usarla nel 2020 quando mi sono trasferita a Dubai. È ottima per preparare condimenti per le insalate: uno dei miei condimenti preferiti è tahina mischiata con acqua e senape. Uso una piccola frusta per mescolare (la tahina tende "ad aggregarsi") e condisco qualsiasi insalata.

Attenzione anche qui a quella che scegli. L'unico ingrediente devono essere proprio i semi di sesamo. Evita tutte le altre. È piuttosto calorica (pensala come a una crema di nocciole o di mandorle, per farti un paragone), ma è anche ricca di calcio, magnesio, ferro, zinco, rame, selenio e vitamina E.

Condimenti da evitare

Se si segue una dieta anti-infiammatoria, andrebbero evitati tutti i condimenti confezionati come:

  • Maionesi industriali
  • Salsa rosa
  • Ketchup
  • Condimenti pronti per insalate
  • Passate di pomodoro pronte ricche di sale o olio
  • Salsa di soia e aceto industriali
  • Dadi
  • Margarine

Una piccola parentesi sulla maionese e sulla passata di pomodoro.

Cubi di dado industriale da supermercato

Personalmente preparo la mia maionese utilizzando:

  • 200 ml di olio di oliva
  • 1 uovo intero
  • un cucchiaio di succo di limone appena spremuto
  • un cucchiaino di senape di Dijone

Metto tutto in un bicchiere e frullo con un frullatore a immersione. I segreti per farla venire sono due:

  • L'ordine degli ingredienti: prima apri l'uovo, poi copri con l'olio e lasci riposare un minutino, infine aggiungi il succo di limone e la senape.
  • Tenere il frullatore a immersione immobile quando inizi a frullare e frullare alla massima potenza. Dopo che la maionese inizia a formarsi puoi iniziare a muovere il frullatore per prendere tutto l'olio che è rimasto.

Facendola con l'olio di oliva, ovviamente il sapore sarà più intenso rispetto a quello delle maionesi commerciali, ma comunque buonissimo.

Cucchiaio e ciotola in vetro di maionese fatta in casa

Per la passata di pomodoro: se la acquisti pronta, controlla che gli ingredienti siano pomodoro, sale e al massimo acido citrico. Evita tutte le passate di pomodoro con zucchero, sciroppo di glucosio o concentrato di pomodoro. Prediligi quelle in bottiglia di vetro rispetto a quelle in lattina.

In alternativa, usa dei pomodorini freschi tagliati a metà e passati qualche minuto in padella con un goccino di acqua e un pizzico di sale. Il cibo fresco è sempre più anti-infiammatorio e gustoso di qualsiasi cibo pronto.

Pomodorini ciliegino tagliati e spadellati con acqua e sale

Domande frequenti

  • L'olio EVO va bene anche per cuocere?

    Sì, puoi usarlo. Il punto di fumo dell'olio extravergine di qualità è intorno ai 190-210°C, sufficiente per soffriggere. Ricorda però che i polifenoli si riducono con la cottura.

  • Quanto olio al giorno?

    Linee guida generali parlano di 2-3 cucchiai al giorno (circa 20-30 ml) per un adulto sano. È una fonte importante di calorie, ma anche di grassi buoni. Come sempre, dipende anche da quali sono i tuoi obiettivi e da cos'altro mangi durante la giornata.

  • L'aceto di mele al mattino funziona davvero per dimagrire?

    L'aceto di mele non fa dimagrire, ma può aiutare a ridurre il picco glicemico dopo un pasto ricco di carboidrati. Non è però un brucia-grassi miracoloso. Attenzione perché se bevuto a stomaco vuoto può anche irritare lo stomaco e danneggiare lo smalto dentale. Meglio diluito in acqua oppure utilizzato per condire pietanze e insalate.

In sintesi

I condimenti sono tanto importanti quanto i cibi che scegli e fanno la differenza tra una dieta anti-infiammatoria e una che non lo è.

Evita i condimenti pronti o ultra-processati e scegli sempre olio, aceto e sale di buona qualità.

Impara a usare le spezie e le erbe aromatiche che rendono i piatti gustosi e spesso hanno proprietà anti-infiammatorie.

Mangiare bene seguendo una dieta anti-infiammatoria è molto più semplice di quanto sembri: spesso non si tratta di rinunciare, ma di saper scegliere.

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  • Pubblicato il 5 giugno 2026 · aggiornato il 5 giugno 2026
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