Alimenti anti-infiammatori: piatto con tonno, aragosta, radicchio, edamame e zenzero ricchi di omega-3
  • Pubblicato il 6 giugno 2026 · aggiornato il 6 giugno 2026
  • 12 minuti di lettura

4 abitudini "sane" che in realtà ti infiammano (e con cosa sostituirle)

Ti senti spesso gonfia e appesantita nonostante mangi "sano"?

Pancia che sembra un palloncino appena mangi qualcosa, stanchezza che non passa, ti innervosisci facilmente e magari hai difficoltà a perdere peso anche con dieta e movimento corretti?

Probabilmente alcune delle tue abitudini "sane" stanno in realtà infiammando il tuo corpo.

Te lo dico perché ci sono passata anch'io.

Per anni ho fatto il contrario di quello che avrebbe aiutato il mio corpo, convinta di mangiare bene. E senza capire cosa stesse succedendo.

Le ho provate tutte.

E dico davvero, T-U-T-T-E.

  • Prima nella fase "tutto magro e 0%": yogurt 0%, formaggi light, dolcificanti a go-go al posto dello zucchero, convinta che "meno grassi = meglio".
  • Poi vegetariana per due anni (per alcuni mesi ho addirittura provato a essere vegana).
  • Poi ossessionata dalle proteine, con barrette e proteine in polvere ovunque.
  • E infine "non puoi dimagrire se non conti le calorie", pesavo ogni grammo e poi quando uscivo (e uscivo spesso) mi strafogavo.

E mi sentivo sempre gonfia, stanca, infiammata.

Avevo emicranie frequenti e debilitanti, tempie che pulsavano, ansia quasi ogni giorno. Oltre ovviamente ai "soliti noti": gambe con cellulite evidente, pancia gonfia, dolori articolari, fastidi enormi prima delle mestruazioni.

Carlotta Gagna allo specchio con sintomi di infiammazione addominale

Solo qualche anno fa ho iniziato a studiare e ho capito finalmente cosa fosse davvero un'alimentazione antinfiammatoria.

4 abitudini sono quelle che mi hanno sorpreso di più e di cui voglio parlarti oggi.

Partiamo da una cosa importante.

L'infiammazione non è sempre il nemico

L'infiammazione non è sempre il nemico. È la risposta naturale del corpo quando deve proteggersi o ripararsi: una distorsione alla caviglia, un taglietto in cucina, un'influenza. In quei casi è l'infiammazione che permette al corpo di guarire.

Il problema è quando diventa cronica.

Quando il corpo è in uno stato di infiammazione costante, a bassa intensità, che non si spegne mai.

Ed è lì che cambiano le cose: cellulite, gonfiore, stanchezza, ristagno. Quel senso di "non mi sento mai davvero bene" che non riesci a spiegare anche se fai tutto giusto.

Ed è lì che entra l'alimentazione antinfiammatoria.

Palmo della mano di una donna con due cerotti su medio e anulare

Perché il movimento da solo non basta

Il Pilates Linfodrenante® lavora sull'infiammazione dal movimento. Aiuta a drenare i liquidi in eccesso, stimola la circolazione profonda e supporta i processi naturali di eliminazione del corpo.

Ma il movimento non è tutto.

Se vogliamo massimizzare i risultati, dobbiamo anche fare attenzione ai nostri comportamenti della vita quotidiana.

Donna su tappetino che esegue un esercizio di Pilates a gambe alternate con pesetti

Pensare che il Pilates Linfodrenante® possa risolvere costanti abitudini che infiammano sarebbe come asciugarti i capelli sotto la doccia.

Ecco perché il mio Pilates Linfodrenante® non è solo un allenamento, ma contiene anche consigli sullo stile di vita. Li trovi in ogni percorso, caricati nel giorno 2 di ciascuna settimana.

In questo articolo voglio analizzare con te 4 abitudini "sane" che in realtà infiammano il corpo, e dirti con cosa le ho sostituite io. Tutti errori che ho fatto in prima persona.

1. Bere tanta acqua tutta insieme → Bere poco e spesso

Lo so, te l'ho detto mille volte ed è il primo consiglio sullo stile di vita del Pilates Linfodrenante®: bevi 2 litri al giorno.

Ma il come conta quanto il quanto.

Se bevi mezzo litro tutto insieme, il corpo non riesce ad assorbirlo e lo elimina subito. È come svuotare un secchio d'acqua su una pianta secca: la maggior parte dell'acqua scivola via senza idratarla davvero.

Piccoli sorsi costanti durante la giornata idratano davvero i tessuti e aiutano la linfa a circolare.

La mia regola: una bottiglia da mezzo litro sulla scrivania e una in macchina.

Bevo a piccoli sorsi quando mi viene in mente. Senza obblighi cronometrici, senza tabelle, senza app.

Mano di donna che regge una borraccia con acqua e cetriolo fresco

2. Verdure come contorno → Verdure PRIMA di tutto il resto

Questa è stata una rivelazione.

Mangiare le verdure all'inizio del pasto (prima dei carboidrati e delle proteine) rallenta l'assorbimento degli zuccheri e riduce il picco glicemico.

Meno picchi = meno infiammazione.

Stesse verdure, ordine diverso, risultato diverso.

Funziona perché le fibre delle verdure rallentano la digestione e creano una sorta di "rete" nell'intestino che ammortizza l'arrivo dei carboidrati. Il glucosio entra nel sangue più lentamente, l'insulina non deve fare il "salto" violento per gestirlo, e il corpo resta in uno stato più stabile.

Ciotola in acciaio inox contenente una ricca insalata mista

Questo vale ancora di più se come me sei insulino-resistente (l'ho scoperto circa 4 anni fa — ne parlo meglio nella sezione finale di questo articolo).

Una nota pratica: non devi mangiarle "a parte" come piatto separato. Basta iniziare con qualche forchettata di insalata, verdura cotta, o un'insalatona di accompagnamento, prima di passare al resto del pasto.

3. Prodotti vegani ultra-processati → Legumi, tofu, tempeh

Qui devo raccontarti la mia storia.

Dal 2018 al 2020 sono stata vegetariana. La scelta era stata puramente etica.

Ma i problemi che ho riscontrato sono stati due.

Primo: non sapevo come cucinare in modo gustoso prodotti come tofu, tempeh e legumi.

Quindi ripiegavo spesso, sia per comodità che per gusto, su prodotti ultra-processati come burger vegetali, crocchette finte, polpette pronte.
Non importa se sono vegani: se sono ultra-processati, creano infiammazione. E spesso usano oli di semi industriali (girasole, mais, soia raffinati) che la aumentano ancora di più.

Burger vegetali ultra-processati su carta da forno, esempio di prodotto vegano confezionato da sostituire con legumi naturali in una dieta antinfiammatoria

Secondo: non monitoravo i micronutrienti e stavo diventando estremamente carente di ferro, rame e zinco.

Sintomi che si traducevano in stanchezza cronica, capelli che cadevano, scarsa concentrazione — e non capivo da cosa dipendesse.

Con questo non voglio dire di NON essere vegetariane o vegane. Anzi, penso che le proteine vegetali debbano far parte dell'alimentazione di tutti — sono pulite, ricche di fibra, gentili sul sistema digestivo.

Donna che tiene in mano una ciotolina di ceci tostati alla paprika

Ma se sei vegetariana o vegana, fai un'analisi onesta di cosa mangi e cerca di sostituire i cibi ultra-processati con quelli naturali: legumi (lenticchie, ceci, fagioli), tofu vero (non burger di tofu), tempeh, edamame, hummus fatto in casa, semi e frutta secca.

E fai gli esami del sangue una volta all'anno, soprattutto ferro, ferritina, vitamina B12 e zinco. Conviene sempre saperlo.

4. Prodotti "proteici" come snack → Snack naturali e semplici

Dopo la fase vegetariana, nel 2020 sono passata alla fase "se è proteico, va bene".

E anche qui, per comodità e gusto, abusavo di barrette proteiche, preparati per pancake proteici e proteine in polvere.

Risultato? Infiammazione e gonfiore addominale.

La mia regola ora: i prodotti "proteici" non sono sempre superiori alle opzioni "normali". Meglio un cibo naturale e meno proteico che un cibo eccessivamente processato.

Le barrette proteiche sono ultra-processate. I pancake proteici sono ultra-processati.

Anche le "proteine in polvere" possono contenere additivi, dolcificanti artificiali, conservanti.

E in più: le proteine in eccesso fanno comunque ingrassare e affaticano i nostri organi (fegato e reni in particolare). La regola generale è intorno a 1.5-2g per kg di peso corporeo, ma la cosa più importante è che ogni pasto abbia una fonte di proteine naturale: uova, pesce, carne (se la mangi), legumi, formaggi, yogurt vero.

Non chiedetemi quante proteine assumo. Ho smesso di calcolarle nel 2022. Mi assicuro solo che ognuno dei miei pasti abbia una fonte di proteine.

E mangio meno barrette, più mandorle. Meno pancake proteici, più yogurt greco con frutti rossi. Meno proteine in polvere, più uova.

Mano di donna che sorregge un piattino con un uovo sodo tagliato

La regola di fondo: meno processato, più naturale

Se devi portarti a casa una cosa sola da questo articolo, ricorda questa.

Non sempre distinguere tra cibi processati e cibi naturali è facile. Anche perché viviamo in un mondo in cui il 99% dei cibi sono processati (ahimé!).

Una regola semplice: se un prodotto ha una lista ingredienti infinita con ingredienti che tua nonna non riconoscerebbe, è probabilmente infiammatorio.

E non sto dicendo che un biscotto industriale o un gelato confezionato ti rovineranno la vita o il fisico o ti faranno esplodere la pancia. Non è così.

Se è un consumo occasionale, ben venga. Anche io di tanto in tanto mi godo un dolce.

Ma se quello che mangi ogni singolo giorno è ultra-processato, il tuo corpo è in costante "modalità infiammazione".

Più semplici sono i cibi che mangi, meno il corpo deve lavorare per smaltirli.

Più scegli cibi che esistono in natura come frutta, verdura, legumi, cereali integrali, carne, pesce, uova, olio di oliva, più il corpo si disinfiamma e si rigenera.

Non è una dieta. È uno stile di vita (che se ci pensi non è tanto lontano da quello di 200 anni fa, quando c'era meno, ma forse meglio).

Quando le abitudini non bastano: l'infiammazione cronica è un problema medico

Le 4 abitudini di cui ti ho parlato sono il punto di partenza per chiunque voglia ridurre l'infiammazione di base. Per la maggior parte di noi, qualche settimana di queste modifiche già fa la differenza su gonfiore, energia e sensazione di pesantezza.

Ma se senti che qualcosa non torna, i sintomi persistono o addirittura peggiorano, è il momento di fare un passaggio con un medico.

Alcuni segnali specifici da non ignorare:

  • Gonfiore addominale costante, anche a stomaco vuoto
  • Stanchezza cronica che il sonno non risolve
  • Cicli mestruali sempre irregolari, molto dolorosi o molto abbondanti
  • Acne persistente
  • Difficoltà a perdere peso anche con alimentazione e attività fisica corrette
  • Annebbiamento mentale e difficoltà di concentrazione
  • Dolori articolari o rigidità mattutina

Dietro questi sintomi possono nascondersi condizioni che vanno diagnosticate da un medico.

Le più comuni nelle donne sono:

  • Sindrome dell'ovaio policistico (PMOS). E ne parlo con cognizione di causa: la mia storia inizia da qui. Ho ricevuto la diagnosi di PMOS anni fa, ma l'ho totalmente ignorata. Fino a quando ho iniziato a sentirmi davvero male. Sono stata dal medico, ho fatto diversi esami e ho poi scoperto che dietro al PMOS c'era anche l'insulino-resistenza (le due condizioni sono fortemente collegate: spesso l'insulino-resistenza è la causa metabolica che alimenta la PCOS e viceversa). Da quel momento ho cambiato approccio all'alimentazione, studiando davvero l'alimentazione anti-infiammatoria.
  • Tiroidite di Hashimoto: molto più diffusa di quello che si pensa
  • Endometriosi
  • Intolleranze alimentari non diagnosticate (al lattosio, al glutine non celiaco, all'istamina)

In tutti questi casi, fare gli esami giusti (analisi del sangue mirate, ecografie pelviche, etc) è la base per capire da dove partire davvero.

Tu non sei "sbagliata" perché senti che qualcosa non torna. Stai solo ascoltando il tuo corpo. E questo è esattamente ciò che devi fare.

Domande frequenti

  • Devo eliminare completamente i cibi processati?

    No. L'obiettivo non è la perfezione, o la privazione. È la proporzione.

    Se l'80-90% di quello che mangi è naturale e poco processato, il 10-20% non rovina nulla (e ti strappa un sorriso).

    La regola non è privarsi, è trovare una nuova dimensione ritrovando il piacere dei cibi semplici e naturali, che spesso al mondo d'oggi viene persa.

  • Quanto tempo serve per sentire i benefici di un'alimentazione antinfiammatoria?

    I primi segnali (meno gonfiore, energia più stabile, sonno migliore) si sentono in un paio di settimane.

    I cambiamenti più strutturali come peso, cellulite, pelle più pulita richiedono più tempo, generalmente 2-3 mesi.

  • Le verdure surgelate "contano" come verdure vere?

    Sì, assolutamente. Le verdure surgelate sono spesso più ricche di nutrienti delle "fresche" del supermercato perché vengono surgelate appena raccolte.

    Personalmente le adoro e le consumo spessissimo. Se si ha poco tempo sono di grande aiuto.

    L'unica cosa a cui fare attenzione è che siano verdure "semplici", non grigliate e senza salse o oli (leggi sempre le etichette). Le puoi condire tu con olio di oliva, sale, erbe, spezie, limone e aceto (in particolare l'aceto di mele può aiutare in caso di insulino-resistenza).

  • Posso bere caffè con una dieta antinfiammatoria?

    Sì, il caffè è un potente antinfiammatorio per via dei polifenoli e spesso viene anche consigliato per la longevità.

    La cosa importante è prenderlo amaro, senza zucchero o dolcificanti.

    Se soffri di cortisolo alto, invece, sarebbe meglio il matcha (un the verde giapponese).

  • L'alcool è infiammatorio?

    Sì. Anche un solo bicchiere di vino al giorno aumenta l'infiammazione sistemica e affatica il fegato.

    Personalmente ho smesso di bere alcool anni fa (anche perché non l'ho mai amato particolarmente).

    Ora, non ti sto dicendo di farlo anche tu e non bere mai, ma di esserne consapevole.

  • Esiste una "dieta antinfiammatoria" specifica da seguire?

    La dieta più studiata e supportata da prove scientifiche è la dieta mediterranea vera (e noi italiani dovremmo conoscerla bene!).

    Tanta verdura, frutta, legumi, pesce, olio extravergine d'oliva, cereali integrali.

    Limitato consumo di carne rossa, zuccheri raffinati, latticini industriali, margarina e burro.

Inizia da una sola abitudine

Non cambiare tutto domani.

Sarebbe come dire alla tua mente "da domani sei una persona diversa". Non funziona. E dopo 5 giorni (a volte anche meno) torni alle abitudini di prima.

Inizia da una sola abitudine delle 4. Quella che ti sembra più facile da fare. Quella che fa meno paura.

Per me è stata bere poco e spesso. Per altre può essere mangiare le verdure all'inizio del pasto o smettere con le barrette proteiche.

Dopo 2-3 settimane in cui quell'abitudine diventa naturale, aggiungi la seconda. E così via.

Piano piano. Senza fretta, senza voler fare tutto perfetto "o non vale".

E se vuoi un percorso completo che ti accompagni nel cambiamento (non solo nell'allenamento, ma anche consigli sullo stile di vita che ti aiutano a ridurre l'infiammazione) prova il mio Pilates Linfodrenante®.

Ogni settimana al giorno 2 ti carico un consiglio specifico di stile di vita da integrare a quello che hai imparato la settimana prima.

  • Pubblicato il 6 giugno 2026 · aggiornato il 6 giugno 2026
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